I consigli degli esperti ai genitori: attenti a cosa si condivide on line

PESCARA . Il web non dimentica. Mai. È la prima regola del vademecum che il Corecom ha preparato a uso e consumo dei ragazzi, ma soprattutto dei genitori, per aiutarli a fronteggiare i pericoli della...
PESCARA . Il web non dimentica. Mai. È la prima regola del vademecum che il Corecom ha preparato a uso e consumo dei ragazzi, ma soprattutto dei genitori, per aiutarli a fronteggiare i pericoli della rete. «Bisogna essere consapevoli e far capire ai ragazzi», si legge tra i consigli del Corecom, « che il web non dimentica niente, i contenuti condivisi online - siano essi una frase, una foto o un pensiero personale - rimangono per sempre. Sono come dei messaggi in bottiglia che, abbandonati alla deriva, potrebbero essere ritrovati e nuovamente condivisi anche dopo moltissimo tempo». Secondo consiglio: gli adolescenti devono essere informati sulle possibili implicazioni negative della condivisione di contenuti in rete. Bisogna insegnare loro a domandarsi chi vedrà quel post e che valori si stanno comunicando. Terzo: è importante aver presente che i contenuti, che si condividono tra amici con spensieratezza potrebbero rappresentare un motivo di imbarazzo anni dopo, quando ad esempio si sarà alla ricerca di un lavoro. Perché tutte le informazioni presenti in Rete contribuiscono a formare l’identità digitale di una persona, che è un qualcosa di pubblico, condiviso e facilmente accessibile da tutti e per sempre. Quarto: se si vogliono proteggere e aiutare i ragazzi a utilizzare con consapevolezza web e social, devono essere per primi gli adulti ad avere consapevolezza dei possibili rischi legati al mondo virtuale ed essere informati il più possibile sulle regole del gioco. Bisogna sapere di cosa si parla quando si pronuncia la parola privacy e imparare tutti gli espedienti necessari per riuscire a tutelarla. Inoltre sono proprio gli adulti che devono svolgere il ruolo educativo nei confronti dei giovani, spiegando ai minori sia il concetto di web reputation sia le conseguenze che ogni azione online potrebbe avere nella vita reale.
«È certamente un compito difficile quello che spetta agli educatori», conclude la nota del Corecom, «soprattutto perché devono confrontarsi con strumenti con cui non si è cresciuti, non si ha dimestichezza o, peggio, di cui si ignorano le regole di base. Ma è uno sforzo necessario».

