I familiari: «Ci hanno assicurato che non tralasceranno nulla»

29 Marzo 2018

«Siamo venuti a conoscenza che un mese fa la difesa di uno degli indagati ha presentato una denuncia nei confronti del presidente della Regione come autorità massima di Protezione civile sui...

«Siamo venuti a conoscenza che un mese fa la difesa di uno degli indagati ha presentato una denuncia nei confronti del presidente della Regione come autorità massima di Protezione civile sui territori, in base alla legge del ’93. Questa denuncia va ascoltata e ho chiesto più volte ai procuratori se ci stanno lavorando». Gianluca Tanda, portavoce del comitato familiari vittime di Rigopiano esce speranzoso, come tutti gli altri, dall’incontro di circa un’ora con il procuratore Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia che coordinano le indagini sui 29 morti dell’hotel Rigopiano. «Ovviamente non rispondono», riferisce Tanda, «però forse ho capito che lo stanno facendo. Spero», aggiunge, «che la proroga delle indagini sia stata richiesta proprio per questo». Con gli altri familiari arrivati da tutto l’Abruzzo, dalle Marche e dal Lazio per chiedere chiarimenti sullo stato delle indagini, e a sollecitare approfondimenti anche in merito al mancato utilizzo degli elicotteri dell’Aeronautica militare per i prigionieri dell’hotel Rigopiano quel 18 gennaio, hanno partecipato all’incontro in Procura anche diversi legali.
«Ci ha rassicurato che non lasceranno nulla in sospeso», riferisce Giampaolo Matrone invalido dopo la tragedia dove ha perso la moglie, «il procuratore ci ha fatto capire che per le indagini si sono presi tutti i 18 mesi per chiarire e definire ogni cosa. Ci è stato garantito che non lasceranno nulla in sospeso, come hanno fatto finora. A noi preme chiarire la questione degli elicotteri, se è vero che l’Sos per Rigopiano rimbalzava a tutti i livelli e nessuno si è mosso per salvare dalla mattina chi era prigioniero sotto quella montagna».