I genitori boicottano le mense: venerdì solo pasti portati da casa
Il comitato presieduto da Cretarola annuncia lo sciopero bianco e invita anche i docenti a partecipare «Possiamo fare a meno di un servizio così scadente. Troppi i progetti del Comune rimasti al palo»
PESCARA. «Troppi progetti fermi al palo, da parte del Comune». Ecco perché i genitori del comitato “Noi a mensa” promuovo uno sciopero bianco per venerdì e chiedono di portare il pasto da casa a tutti i genitori pescaresi che usufruiscono, per i propri bimbi, del servizio di refezione scolastica.
E lanciano lo stesso appello anche ai docenti.
I motivi di malcontento sono tanti e li spiega tutti Claudio Cretarola, presidente del comitato Noi a mensa, uno di quelli che si è costituito l’anno scorso dopo la tossinfezione alimentare che ha interessato circa 200 bambini, finiti in ospedale per aver mangiato la caciotta a scuola. È lui a fare il punto della situazione su tutto ciò che «era stato promesso ma non è stato mantenuto» dal Comune.
«E’ stato deliberato di destinare la somma di 40mila euro per l’acquisto di acqua minerale da servire ai bambini, a mensa. Ma non si è fatto nulla per rendere operativo quanto deciso». Anche sulla commissione mensa da ricostituire i tempi si sono allungati troppo, per Cretarola.
«Per noi sarebbero stati necessari 20 componenti, perché per visitare 25 refettori e due centri cottura è necessario un certo numero di persone. Invece l’amministrazione ha fissato a 6 questo numero (inizialmente il Comune aveva pensato a 4 componenti), e ci siamo trovati a subire questo aspetto. Per di più il Comune si è intrecciato nella costituzione di questo organismo e l’elezione dei commissari è stata demandata ai consigli di istituto mentre noi avevamo già pronti dei nominativi per traghettare la commissione fino alla fine dell’anno». Intanto la commissione precedente non c’è più, il 6 marzo è stato votato in consiglio comunale il nuovo Regolamento e, a oggi, la nuova commissione non esiste.
«Di fatto», fa notare Cretarola, «hanno rimandato tutto alle dirigenti» e l’impressione è che «in Comune abbiano fatto di tutto per non farla partire».
Non sono partite neppure le sotto commissioni (il cui ambito di attività è circoscritto ai singoli comprensivi, per controllare il refettorio di competenza) e «ci sono delle dirigenti che non sanno come si devono comportare. Le riunioni tra i rappresentanti del Comune e i consigli di istituto su questi aspetti del Regolamento si sono interrotte», dice sempre Cretarola. E in questo momento, di fatto, non esiste alcun organo di controllo.
«Stanno rallentando. Eppure ci avevano assicurato che avrebbero lavorato su questi punti. Abbiamo mostrato disponibilità ad attendere i tempi della politica, cioè abbiamo aspettato che si concludesse la campagna elettorale per le regionali. Ma ora stanno imponendo la loro autorevolezza» per cui il comitato Noi a mensa ha deciso di reagire, con lo sciopero bianco. «Abbiamo invitato a partecipare tutti coloro che sono insoddisfatti», a prescindere dal comitato di appartenenza.
A proposito del servizio, Cretarola lo giudica «scadente» e fa notare che «il rating della Rete nazionale commissione mensa è sceso di tre punti», a Pescara, e i racconti dei bambini non sembrano incoraggianti, sui pasti, «per qualità e quantità». Per cui, tracciando un bilancio, il comitato ha deciso di dire basta. In vista di venerdì chiede ai genitori a comunicare sul portale del servizio mensa che i bambini non mangeranno a scuola, «in modo da evitare sprechi». E ricorda che va firmata la liberatoria (che sta “viaggiando” sui gruppi Whatsapp) per portare il pasto da casa e consumarlo nel refettorio.
Il messaggio del comitato è chiaro: «Di un servizio così scadente possiamo fare a meno», conclude Cretarola ricordando che ci sono proteste in corso anche in altre regioni. E la prossima giunta «si organizzi bene, perché la scuola deve essere una priorità».
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