I locali reclutano vigilanti privati: piazza Muzii sotto sorveglianza

La Confartigianato presenta al sindaco Masci una serie di richieste per il rilancio dei pubblici esercizi «Serve più tolleranza sugli orari di chiusura e va rivista l’ordinanza che vieta l’asporto degli alcolici»
PESCARA. I locali del centro ricorreranno alla vigilanza privata per garantire il rispetto delle misure di sicurezza nelle ore notturne. In cambio, chiedono al Comune maggiore tolleranza sugli orari di chiusura e la revisione del divieto di asporto degli alcolici. È quanto è emerso ieri durante l’incontro tra l’amministrazione comunale e i rappresentanti della Confartigianato. Erano presenti il sindaco Carlo Masci, l’assessore al commercio Alfredo Cremonese, il direttore provinciale di Confartigianato Fabrizio Vianale, il referente dell’associazione nella zona di piazza Muzii, nonché titolare del locale Salsedine, Mario Palladinetti e il portavoce pescarese dell’Italian hospitality network e titolare del White cliff Daniele Giannascoli.
«Vogliamo garantire la salute pubblica», hanno detto i rappresentanti dell’associazione al sindaco e all’assessore, «e al contempo favorire la ripresa di un settore economico strategico per Pescara, cioè quello della zona di piazza Muzii, distretto food and beverage più importante d’Abruzzo». «Nelle scelte», hanno avvertito, «c’è bisogno di moderazione e di buon senso. Deve essere chiaro a tutti che, dopo il lockdown, chi oggi non può ripartire rischia di morire».
Il dialogo tra amministrazione comunale e Confartigianato si è quindi incentrato sull’ordinanza, emanata venerdì scorso dal sindaco, che vieta la vendita di alcolici per asporto dalle 20 alle 7. Ma anche sugli orari di chiusura dei locali, fissati a mezzanotte dalla domenica al giovedì e all’una il venerdì e sabato. «È fondamentale», hanno osservato i rappresentanti dell’associazione, «trovare un giusto compromesso tra sicurezza ed economia. L’asporto in questo momento, con la drastica riduzione dei posti a sedere, è uno dei pochi fattori che ci consentono di sopravvivere. L’ordinanza che vieta l’asporto andrebbe rivista, se non revocata. Un’ipotesi è quella di consentire l’asporto solo in plastica, così da individuare facilmente chiunque abbia acquistato alcolici altrove».
«Per quanto riguarda gli orari», hanno precisato, «al momento, in una logica di graduale ritorno alla normalità, siamo disposti ad accettare ancora quelli attuali, ma c’è bisogno di un minimo di tolleranza da parte di chi è preposto a svolgere i controlli, per consentire ai clienti di finire di consumare quello che hanno acquistato entro l’orario di chiusura e non vederci più costretti a restituire i soldi, come è già capitato».
In compenso, i titolari dei locali si preparano a reclutare dei vigilantes per aumentare i controlli nella zona della movida. «Ci stiamo organizzando», hanno rivelato gli esponenti dell’associazione degli artigiani, «per introdurre un servizio di vigilanza privata, che sarà presto operativo, affinché sia garantito il rispetto delle regole. Ma dalle istituzioni ci aspettiamo di essere trattati al pari di tutte le altre attività economiche e commerciali. Qui è in gioco la sopravvivenza di una delle economie della nostra città».
«Gli esercenti», ha sottolineato Vianale, «non possono pagare gli errori fatti da altri. Gli operatori stanno facendo il possibile per garantire la salute pubblica e sono disposti a fare ancora di più. Ciò che serve in questo momento non è una repressione, ma una campagna di rilancio di quella zona per far capire che tutto può essere fatto in sicurezza».
«La fase attuale», hanno aggiunto Palladinetti e Giannascoli, «deve essere solo l’inizio di un graduale ritorno alla normalità, ma si deve lavorare perché tutto torni com’era prima, garantendo la salute pubblica. Non dimentichiamo che anche l’economia, la dignità e il diritto al lavoro sono, di fatto, salute pubblica ed è dovere delle istituzioni tutelarli».(a.ben.)
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