I medici di famiglia: pronti alle vaccinazioni nelle case

24 Febbraio 2021

Atteso il via libera dalla Regione. Record di decessi: 20 in tutta la provincia

PESCARA. Vaccinazioni anti Covid anche a domicilio. Oltre che negli studi privati e nei centri vaccinali aperti dalla Asl.
SIAMO PRONTI I medici di famiglia si dicono «pronti a partire». Manca solo «l’intesa tra Regione e organizzazioni sindacali» Smi (Sindacato medici italiani); Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani); Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia) e Intesa sindacale. Il nodo da sciogliere sono le risorse a carico del fondo sanitario nazionale. Per i medici prevista una tariffa di 6 euro a vaccino.
ATTESA PER IL SÌ Dopo la firma del protocollo d’intesa nazionale, i medici di base di Pescara e provincia (280) e d’ Abruzzo (un migliaio) aspettano il placet dei vertici sanitari regionali per effettuare le vaccinazioni anti Covid a partire dai loro assistiti (circa 1200 a testa) di cui conoscono perfettamente le condizioni di salute.
L’incontro dei rappresentanti sindacali con l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì che ha dato «piena disponibilità» alla categoria, avverrà al più presto, forse anche oggi. Sottolineano, i sindacati, che «l’Abruzzo è in ritardo rispetto ad altre 11 regioni che hanno già da tempo sottoscritto l’accordo».
TANTE RICHIESTE Burocrazia a parte, i medici premono sulle vaccinazioni, «pressati dalle richieste dei nostri assistiti, almeno il 30% di loro vogliono il vaccino», afferma Silvio Basile, delegato Smi, «sono persone di cui noi conosciamo perfettamente le patologie, anche eventuali controindicazioni al vaccino». CHI VACCINARE «Così», informa Basile, «possiamo meglio selezionare i soggetti che hanno bisogno con più urgenza del vaccino. Chi non può deambulare, i disabili, saranno raggiunti nelle abitazioni. Dovremo anche capire in quali tempi vaccinare chi ha avuto il Covid. Puntiamo alla copertura di almeno il 70% della popolazione». Gli utenti saranno scelti per fascia di età, di pari passo con le direttive nazionali e regionali. In questo periodo i sanitari Asl stanno vaccinando gli ultraottantenni, insegnanti, personale scolastico e forze dell’ordine. Con il via libera dell’Aifa i vaccini AstraZeneca si potranno utilizzare su persone fino a 65 anni di età. Dopo l’intesa, ai medici di famiglia saranno consegnate le dosi già preparate dalle farmacie Asl che si occupano della scissione dei flaconi (ognuno dei quali può produrre 6 dosi di siero o anche di più) conservati nelle celle frigorifere a meno 70-80 gradi. I medici conserveranno le dosi preparate nei loro refrigeratori prima di effettuare le inoculazioni agli assistiti che potranno prenotare la dose direttamente alla medicina generale senza passare per la piattaforma regionale aperta fino al 28 febbraio, salvo proroghe. I medici raccolgono le richieste dei pazienti, il consenso informato, stilano la scheda dell’anamnesi e poi procedono con l’operazione vaccinale negli studi medici o nei centri vaccinali della Asl, tipo la struttura allestita nel Pala Becci, al porto turistico di Pescara. Vale per tutti l’attesa di una ventina di minuti, dopo la somministrazione della dose di siero, per monitorare eventuali reazioni, che finora, a detta dei sanitari della Asl, non ci sono state.