I rifugiati in campo: una vita normale in fuga dalla guerra

Ai campionati dell’Us Acli anche le squadre dei migranti L’entusiasmo dei bambini in gara. E oggi e domani si replica
PESCARA. Cuore, muscoli e tanta voglia di divertirsi correndo dietro un pallone, in fuga dalla guerra. Oppure l’entusiasmo dei bambini nelle gare di nuoto e pallavolo. È stata una festa, ieri, anche la seconda giornata di Sport in Tour 2017, la manifestazione delle Acli in corso fino a domani e che ha portato a Pescara un esercito di 2.500 atleti provenienti da 14 regioni italiane e appartenenti a 102 associazioni sportive. «Numeri impressionati, con tantissimi atleti. Ed è questo ciò che ci riempie di orgoglio», ha detto il presidente dell’Us Acli Damiano Lembo.
Con le gare di ieri, gli speciali campionati nazionali, che abbinano lo sport alla solidarietà, sono entrati nel vivo: la giornata è passata sotto il segno del quadrangolare di calcio a 5 per rifugiati “Make the Difference” per la cittadinanza attraverso lo sport, nell’ambito del programma associativo Us Acli 2016/17 patrocinato dall’Unar. Il torneo, giocato nel pomeriggio sui campi del centro sportivo Le Naiadi, ha visto trionfare la selezione dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Val Sambro in provincia di Bologna, che ha preceduto Kunta Kinte 1 dello Sprar di Benevento. Piazzatesi entrambe a 6 punti, a decidere il torneo tra le due squadre è stato lo scontro diretto vinto dai rifugiati bolognesi per 3-2. Terza e quarta, ma non senza meriti, le formazioni di Kunta Kinte 2 e quella dello Sprar San Michele di Roma. Ma al di là del risultato sportivo, dal torneo sono usciti tutti vincitori dopo aver passato una bellissima giornata all’insegna di sport, agonismo e sano fair-play: i ragazzi hanno riso e scherzato, mentre facevano il torello a centrocampo e si divertivano a scattarsi foto in schieramento prima delle partite. Bamba, Ali, Mohammed, Ibrahim, Stanley, tutti sorridenti, pieni di vita nelle loro casacche blu, bianche o giallonere, quelli di Roma con la scritta «Siamo tutti fratelli», i ragazzi di Benevento con la maglia della società Atletico Brigante che con l’Us Acli ha allestito il progetto Kunta Kinte, nome che deriva dal libro “Radici” di Alex Haley. Giovani uomini fuggiti da guerre e persecuzioni, alcuni dei quali hanno perso amici e parenti nelle rispettive odissee. Grazie alla passione che li accomuna, quella per il calcio, sono tornati a vivere una vita quasi normale in Italia, con il sogno nel cassetto di restare in pianta stabile nel nostro Paese o continuare il loro grande viaggio verso il nord Europa o gli Stati Uniti. Dopo il Comitato di presidenza e sotto una leggera pioggia che si è abbattuta sulla città nel tardo pomeriggio, la premiazione con il saluto e il ringraziamento del presidente dell’Us Acli Lembo, accompagnato dal vicepresidente vicario Antonio Meola, e i vicepresidenti Luca Serangeli e Alessandro Galbusera.
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