I sette consiglieri all’attacco Leggi salva-imprese bocciate

Paolucci, Pepe, Blasioli e Pietrucci (Pd): le misure annunciate (144 milioni) sono un miraggio Per Marianna Scoccia la beffa riguarda anche gli studenti: neanche un euro per gli affitti
L’AQUILA. «Cura Abruzzo 1 e 2? Provvedimenti pasticciati, privi di reali coperture finanziarie. Dei 144 milioni stanziati, solo 12, meno del 10%, sono stati erogati alle famiglie. E il bando da 19 milioni di euro di contributi a fondo perduto per imprese e partite Iva va sospeso».
A 100 giorni dall’approvazione della prima delle due leggi “gemelle” volute dalla giunta Marsilio per fronteggiare gli effetti della pandemia, i consiglieri regionali di opposizione Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli e Pierpaolo Pietrucci (Pd); Sandro Mariani (Abruzzo in Comune); Americo di Benedetto (Legnini Presidente) e Marianna Scoccia (Gruppo misto) vanno all’attacco dell’esecutivo contestando l’efficacia dei due provvedimenti e chiedendo di rivedere l’avviso pubblico che dovrebbe rilanciare il comparto produttivo abruzzese.
“OPERAZIONE VERITÀ”. «La nostra è un’operazione verità contro la propaganda fatta da questa amministrazione regionale», ha affermato il capogruppo Pd Paolucci nella conferenza stampa congiunta tenuta ieri all’Aquila.
«Le misure annunciate ammontano a 144 milioni, 97 del Cura Abruzzo 1 e 47 del Cura Abruzzo 2. Atti alla mano, ad oggi i provvedimenti attuativi riguardano 57 milioni ma solo 22 sono quelli realmente trasferiti ai beneficiari: 12 a sostegno delle famiglie e 10 ai Consorzi di bonifica. Questi ultimi sono però fondi rotativi, ossia risorse che andranno restituite. Inoltre, delle 33 misure previste, solo 2 sono state effettivamente messe in atto. Le imprese non hanno ancora visto un euro».
COPERTURE INCERTE. «Normalmente, in una procedura legislativa, prima si determinano le disponibilità finanziarie e poi si redigono testo, norme attuative e bandi», ha dichiarato Di Benedetto, «qui invece si è fatto il contrario: sono partiti dal dettato normativo prima ancora di trovare le coperture finanziarie, che infatti si stanno ancora costruendo».
Un esempio di questa aleatorietà, secondo Di Benedetto, sono i 19 milioni stanziati come plafond del bando per i contributi a fondo perduto per imprese e partite Iva: «Le coperture si trovano in due delibere, la 260 e la 352, che però si rimpallano a vicenda. Inoltre, il via libera del comitato di sorveglianza per aprire la fase di interlocuzione con l’Unione europea, visto che sono risorse che provengono da una riprogrammazione di fondi comunitari, è arrivato solo ieri (l’altro ieri, ndc). Ben che vada, questi soldi arriveranno tra 5 mesi. Per non parlare della parte relativa all’accesso al contributo dei liberi professionisti. Nel giro di poche ore, due Faq hanno dato due risposte contrarie, all’inizio dicendo che le partite Iva non erano ammesse salvo poi affermare l’esatto contrario. Inoltre, per certificare il calo dei ricavi prodotto dal Covid, si dice che le imprese devono presentare un’asseverazione di un professionista. I commercialisti sono in rivolta, perché un’asseverazione è una competenza professionale che qualcuno deve pagare. Chi lo farà? Nel bando non è previsto nessun contributo e non si può chiedere a un’impresa che deve rialzarsi di sostenere questa spesa».
GLI STUDENTI ASPETTANO. «Si è fatta propaganda», ha affermato Scoccia, «sul contributo a ristoro degli affitti pagati dagli studenti ma è tutto fermo perché mancano ancora le coperture. Ci sono difficoltà anche per i consorzi di bonifica: in quello dell’Abruzzo interno, per esempio, i dipendenti non vengono pagati da gennaio, perché il commissario non riesce ad accedere al fondo di rotazione, che tra l’altro dovrà restituire entro dicembre».
AGRICOLTURA E PESCA. «Non c’è niente per agricoltura e pesca, stiamo lasciando in difficoltà decine di migliaia di aziende del settore primario. In compenso si spendono cinque milioni per far venire il Napoli in ritiro a Roccaraso», ha poi rimarcato Pepe, mentre Blasioli ha evidenziato come «gli otto milioni di euro stanziati per gli operatori sanitari impegnati in prima linea durante la crisi non siano ancora stati ripartiti»
“MARSILIO COME ERCOLINO”. «Abbiamo una giunta ferma e un consiglio imbarazzante», ha attaccato Sandro Mariani. «Alcuni consiglieri fanno solo presenza, senza capire che cosa sta accadendo. Marsilio fa interviste in cui sembra che tutto quello che accade non lo tocchi, mi ricorda “Ercolino sempre in piedi”, il pupazzo che regalava la Galbani negli anni Sessanta. Ora è anche in vacanza in Sardegna e, premessoo che sarebbe stato più opportuno se avesse scelto l’Abruzzo, in un momento così difficile un presidente di Regione non può assentarsi ma deve stare sul pezzo».
ASSOCIAZIONI E CULTURA. «Ad oggi», ha concluso Pietrucci, «c’è tutto un mondo, composto dalle associazioni, quelle sportive come quelle di promozione sociale, che non ha ancora visto un euro. Ci sono i centri diurni per disabili non accreditati che sono chiusi da marzo. Anche la cultura è stata completamente abbandonata, non c’è una strategia. C’è bisogno di una svolta».

