I sindaci: «Riapriamo ai turisti le porte del nostro Abruzzo»

30 Maggio 2020

C’è anche chi ha dubbi, Perazzetti: avrei aspettato. Di Girolamo: monitorare regioni più colpite

PESCARA. Porte aperte a turisti lombardi, piemontesi o veneti. La maggior parte dei sindaci abruzzesi della costa è favorevole alla riapertura dei confini regionali, per facilitare anche la ripartenza del turismo. Il D-day è fissato per mercoledì, «si riparte senza distinzioni», ha ammonito il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, in attesa del via libera sulla mobilità tra regioni. Da Martinsicuro a San Salvo, otto sindaci di alcune località costiere hanno detto la loro sulla riapertura dei flussi turistici, tra consigli, perplessità e critiche, specie sul passaporto sanitario, proposto dal governatore della Sardegna Cristian Solinas, che vorrebbe chiudere l’isola a chi non certifica la propria negatività al Covid-19.
ANDREA SCORDELLA (Silvi). «Sull’apertura dei confini regionali sono d’accordo dal punto di vista turistico ed economico, naturalmente utilizzando dei protocolli rigidi per monitorare le mobilità volontarie. Se non riparte l’economia legata al turismo, a settembre avremo una situazione devastante a livello socio-economico. Ripartire con cautela, ma bisogna ripartire. Paura tra i cittadini per l’arrivo dei turisti dal nord? Forse nelle settimane passate, ma adesso no. Noi abbiamo comunque preso i dovuti provvedimenti legati alla sicurezza, sollecitando tutte le attività ad attenersi ai protocolli sanitari. Tutti devono essere molto attenti e ci stiamo attrezzando per i controlli, ma conterà molto il senso civico delle persone. Passaporto sanitario? Credo che per Sardegna e Sicilia, in quanto isole, sia più semplice fare una cosa del genere, mentre per noi è impensabile».
ANTONIO LUCIANI (Francavilla). «Sono pienamente d’accordo sulla riapertura totale. Abbiamo capito quali sono le accortezze da prendere e non ha senso restare confinati. L’unica cosa che invece dovrà continuare è il monitoraggio da parte della Asl per bloccare gli eventuali focolai. Paura dell’arrivo i turisti lombardi e piemontesi? Penso che la paura sia un falso problema. Siamo un popolo, siamo italiani e tutti siamo consapevoli del periodo che stiamo vivendo. A Francavilla aspettiamo tutti a braccia aperte e spero che arrivino tanti lombardi e turisti del nord. Passaporto sanitario? Sono contrario, assolutamente. Penso che come italiani abbiamo dimostrato di essere capaci di reagire in modo fantastico. All’estero ci prendono come modello. Basta col terrore e torniamo alla vita normale con le dovute cautele».
MATTEO PERAZZETTI (Città Sant’Angelo). «Sulla riapertura tra regioni sarei cauto, perché siamo ancora in una fase di post-crisi. Aspetterei fine giugno prima di riattivare la mobilità tra le regioni. A Città Sant’Angelo per monitorare il flusso turistico andremo ad interloquire con le strutture ricettive per avere un quadro preciso, anche per eventuali segnalazioni di persone con sintomatologie. Passaporto sanitario proposto da Solinas? Io faccio appello al buon senso dei cittadini, poi può essere utile avere una specie di attestazione periodica sullo stato di salute, ma non deve diventare un’imposizione. Oltretutto sarebbe di difficile realizzazione su tutto il territorio nazionale e credo che sia anche anticostituzionale».
SABATINO DI GIROLAMO (Roseto). «Riapertura? Sono d’accordo, ma non per alcune regioni che manifestano un livello di contagi abbastanza preoccupanti», dice il primo cittadino di Roseto dove c’è stato il primo caso “importato” in Abruzzo da una famiglia brianzola. «Se potessi incidere sul governo direi di fare delle valutazioni molto attente su Lombardia e Piemonte. Del resto, posso dire che registro tra i miei cittadini una forte preoccupazione relativa ai possibili contagi derivanti dall’apertura del 3 giugno. Essendo consapevole dei limiti giuridici, perché la libera circolazione è sacra, tuttavia, per ragioni di salute pubblica e di tutela della salute del cittadino, secondo me bisognerebbe avere maggiore cautela. Attenderei un miglioramento della curva dei contagi prima di riaprire, perchè, a livello sanitario, le regioni meridionali che hanno scampato il grosso del contagio nella prima ondata, ora vanno tutelate. Non voglio chiudere Roseto ai turisti del nord, ci mancherebbe, ma chiedo solo un po’ più di cautela».
OTTAVIO DE MARTINIS (Montesilvano). «Dal punto di vista turistico è giusto riaprire la mobilità tra regioni. L’Abruzzo vive di turismo e per noi la riapertura dei confini regionali è molto importante, ma sempre con le dovute accortezze. Si potrebbero fare delle verifiche, ad esempio, la butto lì, su chi è stato ricoverato o ha frequentato ospedali, magari facendo dei controlli ulteriori prima degli spostamenti dalla propria regione di residenza. Non sta a noi decidere, ma al Cts e sarebbe opportuno avere delle regole precise. Chiudere tutto porterebbe alla catastrofe sia a livello economico e sia a livello sociale. Il passaporto sanitario chiesto da Solinas? Serve cautela, certo, ma non bisogna creare delle situazioni ghettizzanti e credo che come soluzione sia inopportuna».
TIZIANA MAGNACCA (San Salvo). «Sono favorevole alla riapertura dei confini regionali. È normale che un po’ di timore c’è per quanto riguarda i flussi turistici provenienti dalle regioni più colpite, ma noi, a San Salvo, abbiamo necessità di “tornare a vivere” perché siamo una località di mare e viviamo di turismo. Sono preoccupata per l’economia cittadina, perché immaginare i confini regionali chiusi in estate mi spaventa parecchio, calcolando che il nostro turismo si regge anche grazie a una fetta di presenze che arrivano dalla Lombardia. L’idea di trascorrere altro tempo quasi “alla fame” mi spaventa, la situazione è molto grave e dobbiamo ripartire. Passaporto sanitario? Credo che sia una cosa anticostituzionale e non possono essere richiesti dati inerenti allo stato di salute dei cittadini. Non farei mai una cosa del genere in una regione che vive di turismo».
MASSIMO VAGNONI (Martinsicuro). «D’accordo sulla riapertura delle regioni, ma con attenzione. Servirà comunque un monitoraggio. Dal punto di vista turistico bisogna avere una mappatura del territorio per quanto riguarda chi arriva, specie nelle seconde case. Da noi, per esempio, ci sono tanti lombardi che hanno appartamenti a Martinsicuro. Chi arriva dovrebbe comunicare la propria presenza in Abruzzo. Ben venga chi sceglie Martinsicuro, ma ci vuole senso civico e rispetto delle regole. Non mi interessa da dove arrivi, ma solo come ti comporti nel mio territorio».
ANTONIETTA CASCIOTTI (Alba Adriatica). «Sono d’accordo per quanto riguarda la riapertura, ma tutto è affidato alla responsabilità personale. Sul passaporto sanitario non sono d’accordo e servirebbe solo una maggiore responsabilizzazione del cittadino. I controlli, comunque, servono, magari dichiarando la presenza in Abruzzo tramite il portale della regione o tramite il numero verde, anche avere una tracciabilità. Serve responsabilità da parte dei cittadini e magari più controlli sui protocolli di sicurezza attuati delle attività pubbliche e private per dare maggiore sicurezza a turisti e residenti. I turisti ad Alba Adriatica sono ben accetti e ci stiamo attrezzando al meglio per garantire la massima sicurezza».