Il barista: quella sera ci ha fatto molto male

19 Febbraio 2023

Il titolare dell’attività: «Ora vogliamo lavorare in serenità». I residenti ancora sconvolti per l’accaduto

PESCARA. Quella paura «non si dimentica mai» ma tra i cittadini ora c’è sollievo «perché ci sentiamo al sicuro» con l’arresto di killer e mandante dell’agguato mortale a Walter Albi, il 1° agosto scorso lungo la strada parco. «Non voglio più parlare di questa vicenda», taglia corto con garbo Antonio, il titolare del bar del Parco, che sentì gli spari quella sera mentre si trovava dietro al bancone con la moglie Loredana. Il gestore chiede «di smorzare i toni» su un avvenimento «che ci ha fatto solo molto male. Avevamo riaperto il locale proprio quel giorno, dopo uno stop. Se c’è ancora la paura? Si immedesimi lei» chiude, chiedendo il silenzio.
Gli spari, il fuggi fuggi degli avventori dell’esercizio commerciale di via Ravasco, il terrore di chi passeggiava con i bambini in quegli attimi fatali. Nessuno si aspettava «un fatto così grave in una città abbastanza tranquilla», commenta chi non c’era in quel preciso momento, ma ha seguito gli sviluppi da casa propria. «Ero passata davanti al bar mezz’ora prima con mia nipote di tre anni», ricorda Luciana, una residente della zona, «a un certo punto da casa sentivo il viavai delle ambulanze e delle macchine della polizia. Ho pensato a una rapina, invece era molto peggio e ora scopriamo essere stato un regolamento di conti. Ero molto spaventata e ho pensato ai tanti bambini che giocavano sereni sulla strada parco poco prima».
«Ci vorrebbe l'Esercito sulle strade», suggerisce con fermezza Bruno Pongiluppi, seduto su una panchina davanti al bar, «non darebbe fastidio a chi non ha nulla da nascondere e sarebbe una sicurezza per i cittadini. Io ero a casa di mio figlio, qui vicino, quella sera», ricorda, «vivo a Modena ma vengo ogni tanto a Pescara per fare il nonno di due nipotini di 3 e 7 anni. Voglio esprimere la mia solidarietà e vicinanza ad Antonio, il barista, che è una bravissima persona. Il killer è stato preso? Mi fa piacere, ma la delinquenza è ovunque. E quella sera poteva finire anche peggio».
Barbara De Sanctis, una residente che frequenta spesso il bar del Parco, gioca con la nipotina: «Non eravamo qui in quel momento per fortuna, ma ho saputo che sulla strada parco c’erano tanti bambini. Poteva accadere di tutto. Abbiamo avuto tanta paura, indimenticabile. Il terrore è stato talmente tanto che non siamo più tornati al bar per diversi giorni. Eravamo tutti sotto choc, nessuno si aspettava un fatto così grave in una città che tutto sommato è tranquilla. Adesso li hanno presi e ci sentiamo più al sicuro senza un assassino in circolazione».