Il bullo chiede scusa ma il pm vuole il giudizio immediato

18 Giugno 2014

Movida violenta, colpì un coetaneo in via dei Bastioni La procura: subito il processo per il 24enne

PESCARA. Aveva ammesso l’aggressione in via dei Bastioni e si era pentito ma per il pm Gennaro Varone c’è «l’evidenza della prova» e ha chiesto il giudizio immediato per Fabrizio De Florentiis, pescarese di 24 anni. Il ragazzo, che si trova agli arresti domiciliari, era finito insieme ad altri nell’inchiesta sulla movida violenta della Squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana che aveva portato all’arresto di sei giovani per aggressioni, pestaggi a caso e rapine tra Pescara vecchia e altre zone della città. De Florentiis, assistito dall’avvocato Florenzo Coletti, era finito in carcere perché accusato di aver colpito con un pugno alla tempia «per mera dimostrazione di forza e riprovevole soddisfazione personale» un coetaneo in via dei Bastioni provocandogli una frattura scomposta. Una volta interrogato, il ragazzo aveva parzialmente ammesso l’aggressione avvenuta tra il 26 e il 27 aprile spiegando al giudice per le indagini preliminari di aver tirato un pugno a una persona – e non a due – e aggiungendo di non sapere chi fosse.

«Perché quel pugno?», gli aveva chiesto il giudice e De Florentiis aveva spiegato che sarebbe stato spinto all’aggressione dai suoi amici, per fare una bravata di cui non si era reso conto della gravità. Ma al gip il giovane, che adesso si trova agli arresti domiciliari, aveva chiesto scusa, si era pentito di quell’aggressione tanto da spingere il suo avvocato a presentare un’istanza per chiedere scusa pubblicamente al giovane aggredito. L’istanza è stata respinta dal gip ma il giovane vorrebbe ancora chiedere scusa al ragazzo che colpì quella notte.

Diversa era stata, invece, la ricostruzione fatta dagli investigatori. Secondo gli inquirenti il giovane avrebbe aggredito per gioco due persone, tra cui un poliziotto del Nord Italia, colpendo senza un motivo reale e importando a Pescara la moda americana del knock-out game: l’aggressione verso una persona scelta a caso raggiunta da un solo pugno violento e seguita dalla fuga del bullo. Ma anche in questo caso, il 24enne aveva preso le distanze da questo gioco spiegando di averne sentito ma negando di averlo messo in pratica. Il pm Varone ha chiesto il giudizio immediato che, adesso, dovrà essere accolta dal gip.

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