Il Caesar all’asta per un milione di euro

La Carichieti mette in vendita la storica discoteca di Silvi. Sfogo del titolare Gentile: «Io rovinato dalla banca ed Equitalia»
PESCARA. Andrà all’asta per un milione di euro la discoteca Caesar di Silvi Marina. La vendita si terrà il prossimo 22 giugno alle 13 nel tribunale di Teramo. Ma il fondatore del Caesar, l’imprenditore Vincenzo Gentile, 64 anni, si gioca l’ultima carta per bloccare la vendita: ha presentato un’istanza di sospensione e, nel giro di pochi giorni, il giudice Marco Procaccini deciderà il futuro dell’«imperatore della notte».
Valutazione. «Il mio povero complesso del divertimento è stato sottovalutato», dice Gentile, «nel 2012, un perito del tribunale di Teramo, lo ha valutato quasi 4 milioni di euro mentre, adesso, è stato messo in vendita a un milione». Quella del Caesar – quasi 3.500 metri quadrati tra interno a due piani ed esterno – sarà la seconda asta: la prima è andata deserta. Ora, la base è fissata a 1.024.000 euro ma l’offerta minima, con rialzi di 5 mila euro, parte da 768 mila euro.
Carichieti. La proprietà della discoteca, del night club, degli ex studi televisivi e di due appartamenti è della Carichieti. «Dalla banca ho avuto un milione e 250 mila euro e loro hanno avuto indietro già 1,7 milioni e non sono ancora soddisfatti», dice Gentile riferendosi ai pagamenti che ha già eseguito e al ricavato della vendita di un attico in piazza Salotto, «quell’appartamento, dal valore di due milioni, è stato venduto a 900 mila euro». Ma, per la banca, da pagare mancano ancora più di due milioni di euro.
Istanza di sospensione. Sono tre i motivi per i quali Gentile chiede di fermare l’asta del Caesar: «Abbiamo contestato il diritto della banca a provvedere all’esecuzione forzata», spiega l’avvocato Pietro Maria Di Giovanni, «in quanto abbiamo denunciato le condizioni usurarie del mutuo contratto da Gentile: essendo un soggetto con difficoltà a reperire fondi, è stato costretto ad accettare tassi più alti del valore di mercato. Inoltre, abbiamo contestato interessi usurari sullo scoperto e il diritto alla tutela degli immobili». L’istanza è stata discussa lo scorso 3 maggio e la decisione è attesa nei prossimi giorni.
Sfogo di Gentile. Gentile racconta: «Ho sprecato metà della mia vita a difendermi dal fisco e dalla Carichieti. Adesso, lotto per mio nipote che ha 14 anni e ha le stesse mie capacità imprenditoriali: voglio dargli una base per proseguire il lavoro, ma ogni giorno c’è qualcuno che mi toglie il terreno da sotto i piedi», dice Gentile che porta avanti un’altra sua attività storica, la Banca dell’Usato in corso Umberto a Montesilvano: «Sono il primo rigattiere d’Italia e continuerò a fare il mio mestiere che ho appreso dall’età di 15 anni. Gli oggetti che ho io non si trovano in farmacia. Però», dice Gentile, «se continuerà quest’aggressione immotivata contro di me, rischio di perdere anche la Banca dell’Usato».
Quattro lotti. Gli altri lotti all’asta per un totale di altri 500 mila euro si trovano sempre nello stesso stabile di via Adriatica Nazionale Sud 161: riguardano un fabbricato in ristrutturazione da adibire a pista da ballo con seminterrato e soppalco, angolo bar e servizi per pubblico e dipendenti, per un 538 metri quadrati, con base d’asta di 284 mila euro e offerta minima di 213 mila euro; un appartamento di 317 metri quadrati adibito a ex studio televisivo, con base d’asta di 180 mila euro e offerta minima di 135 mila euro; un appartamento di 100 metri quadrati con base d’asta di 57.600 euro e offerta minima di 43.200 euro.
Due contenziosi. Gentile si trova al centro di due contenziosi: uno con la Carichieti e l’altro con Equitalia che, per una cartella di pagamento risalente agli anni 1985-’86, chiede 600 mila euro. «All’epoca», spiega l’avvocato, «Gentile era il legale rappresentante di una società. Poi, ne è uscito e se ne è disinteressato. In seguito, la società è fallita ma Equitalia, adesso, chiede conto a lui. C’è un ricorso aperto».
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