Il consigliere Frattarelli: «Basta emergenze La strada parco è di pedoni e ciclisti»

«L’obiettivo di questa amministrazione è rendere la strada parco un’area ostile a pedoni e ciclisti». Così il consigliere (Sclocco sindaco) Mirko Frattarelli contrario al posteggio delle auto in...
«L’obiettivo di questa amministrazione è rendere la strada parco un’area ostile a pedoni e ciclisti». Così il consigliere (Sclocco sindaco) Mirko Frattarelli contrario al posteggio delle auto in estate sulla strada parco, oggetto di tante battaglie ambientaliste contro il passaggio della filovia. «Sono anni», prosegue Frattarelli, «che si apre la strada parco alle auto, definendo tale iniziativa come emergenziale e necessaria». A suo dire, invece, «ci troviamo di fronte ad una mancanza di progettualità e di idee nel rendere la vita dei bagnanti più semplice». Quindi il consigliere segna in una nota una serie di domande che riguardano il progetto mai nato della filovia: «Quando proseguiranno i lavori per la filovia se per due mesi la strada parco sarà occupata dalle auto? Perché non si sono studiate soluzioni alternative, invece di privare i cittadini
dell’unico spazio libero e lontano dalle auto a disposizione dei cittadini?». Ricorda, Frattarelli, che «nei cassetti del Comune giace una interrogazione oramai da 57 giorni, quando il tempo massimo per rispondere da parte della giunta e degli organi competenti è di 20 giorni. «È evidente», ipotizza il consigliere, «che più di qualcosa non quadra intorno a questo progetto nato male, e, molto probabilmente, non vi saranno le condizioni per concluderlo e che ormai la città non vuole più».
dell’unico spazio libero e lontano dalle auto a disposizione dei cittadini?». Ricorda, Frattarelli, che «nei cassetti del Comune giace una interrogazione oramai da 57 giorni, quando il tempo massimo per rispondere da parte della giunta e degli organi competenti è di 20 giorni. «È evidente», ipotizza il consigliere, «che più di qualcosa non quadra intorno a questo progetto nato male, e, molto probabilmente, non vi saranno le condizioni per concluderlo e che ormai la città non vuole più».

