Il filantropo scozzese e la sua missione per salvare la natura
PESCASSEROLI. C'è una una bella storia che lega la montagna abruzzese con tutti i suoi orsi (cinquanta, quest'anno, un numero record) lupi, cervi, volpi ecc alla lontana e lussureggiante Scozia. E...
PESCASSEROLI. C'è una una bella storia che lega la montagna abruzzese con tutti i suoi orsi (cinquanta, quest'anno, un numero record) lupi, cervi, volpi ecc alla lontana e lussureggiante Scozia. E porta il nome di Paul Lister, un filantropo della natura che è rimasto incantato dall'Abruzzo e che ha voluto contribuire alla sua vocazione naturalistica-selvaggia. «Ci sono pochi luoghi nel mondo dove gli orsi possono restare in libertà vicino alle grandi città, uno di questi è l'Abruzzo», è stata la sua linea-guida quando quattro anni fa questo aitante signore, che immaginiamo in uno di quei castelli scozzesi da cartolina, venne per la prima volta nella nostra regione.
«Fu letteralmente conquistato da quello che aveva visto», racconta Umberto Esposito che cominciò a conoscerlo in quell'occasione, «e da allora torna puntuale ogni anno perché dice che qui c'è tutto di un paese ideale».
Paul Lister, dopo vent'anni nel settore dell'arredamento e l'improvvisa malattia del suo mentore e di suo padre, ebbe un cambio di coscienza riguardo alla sua vita e al suo scopo.
Nel 2000, ha fondato The European Nature Trust (Tent) con un focus su progetti ambientali ed educativi in Scozia e Romania.
Nel 2003, ha acquistato Alladale Wilderness Reserve nel cuore delle Highlands scozzesi, che è ora al centro di un'iniziativa pionieristica di re-wilding ed ecoturismo. E' anche un fiduciario della Fondazione Conservation Carpathia. E in Abruzzo ha "abbracciato l'orso" dando modo, con una corposa donazione, all'associazione onlus "Salviamo l'orso" di crescere, sviluppare e propagare il messaggio di tutela, conservazione e rispetto della fauna. "Salviamo l'orso" ha oggi circa 500 soci 400 dei quali in Abruzzo e conduce uno dei progetti ambientali internazionali attraverso i quali Lister collega sia le persone che le imprese della natura. Una sorta di missione che in Abruzzo si è ben articolata partendo dalla sensibilizzazione alla tutela e alla pacifica convivenza con l'orso.
Di qui, ad esempio, le iniziative legate alla realizzazione dei recinti elettrici posti a difesa di allevamenti e/o prodotti tipici. La Riserva del Genzana, tra Parco nazionale e Parco Maiella, zona di passaggio dell'orso, si propone come area-guida per questo tipo di insediamenti. Recinti elettrici sono stati collocati intorno alle arnie nella Valle Larga di Pettorano sul Gizio dove viene raccolto il Miele dell'Orso, prodotto tipico che acquista un valore aggiunto con il marchio dell'orso. «Il problema è che non tutti gli allevatori si fidano e accettano i recinti elettrici, neanche se diciamo loro che sono gratis«, spiega Mario Cipollone della onlus Salviamo l'Orso, «alcuni ci rispondono che preferiscono continuare a collocare le reti dei vecchi materassi intorno ai loro allevamenti». Una questione di retaggio e di mentalità che si confida di debellare facendo leva sulle reciproche convenienze.
Altro discorso è quello dei corridoi aperti al passaggio dell'orso, aree cioé contigue alle zone protette nelle quali l'associazione vorrebbe far valere le stesse regole di tutela. «In questo caso ci scontriamo con la diffidenza di chi crede che vogliamo mettere tutto l'Abruzzo sotto tutela», fa osservare Stefano Orlandini, presidente della onlus. Ma questo al filantropo Paul Lister è meglio spiegarlo un po' per volta. (a.m)
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