Il fiume Saline senza pace: ora la minaccia è una frana

4 Marzo 2020

Le falesie d’argilla sono a rischio cedimento e potrebbero modificare il percorso E M5S torna a denunciare le discariche abusive di rifiuti pericolosi sulle sponde

MONTESILVANO. Il fiume Saline sembra non trovare pace. Dopo il problema dei rifiuti e dell’inquinamento, che fanno dell’area un sito di interesse regionale, e dopo l’erosione delle sponde, una nuova minaccia pare incombere sul corso d’acqua montesilvanese e, conseguentemente, sulla città adriatica: la frana delle falesie che potrebbe deviare il percorso del fiume.
A mettere in luce il pericolo è l’associazione Nuovo Saline Onlus, che da anni monitora costantemente il fiume e cerca di tutelarlo da ulteriori “attentati ambientali”. «L’ultima ricognizione sul fiume Saline», rivela il consulente ambientale dell’associazione Gianluca Milillo, «ha permesso di individuare un grande fronte di frana su una delle falesie d'argilla poste sulla sponda nord, nel territorio di Città Sant’Angelo.
Il cedimento, avvenuto alla base del sistema geologico, potrebbe far crollare la porzione di parete superiore. Evento potenzialmente accelerato dall’insorgere di eventi piovosi». In particolare, il cedimento di parte della parete argillosa è stato rinvenuto circa un chilometro a monte del ponte dell’autostrada. «Se la parete dovesse franare», prosegue Milillo, «potrebbe occludere il corso del fiume generando dinamiche imprevedibili». Il tecnico ambientale fornisce anche una motivazione del fenomeno. «Il lungo periodo di siccità e la prolungata secca invernale che da tempo stiamo monitorando», spiega, «hanno reso anidra e quindi fragile la falesia. L'evento è tutt'ora sotto osservazione, ma sarebbe importante che le istituzioni competenti verificassero la condizione delle falesie e intervenissero per evitare che il cornicione che incombe sul fiume collassi a sua volta». Intanto, a minacciare il fiume montesilvanese continua a essere anche l’inciviltà di quanti abbandonano rifiuti, a volte pericolosi, lungo le sue sponde e nelle vicinanze dell’ex discarica di Villa Carmine. Nonostante i provvedimenti presi dall’amministrazione nei mesi scorsi, come la chiusura al transito della ex strada lungofiume che conduce al sito e il posizionamento delle fototrappole, c’è ancora chi sceglie questa zona per dar vita a discariche abusive. A denunciare il fenomeno, nelle scorse settimane, anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Barbara Stella che, insieme ai consiglieri comunali Paola Ballarini e Gabriele Straccini, ha effettuato un sopralluogo nella zona e messo in evidenza sia la mancata rimozione di rifiuti pericolosi presenti, sia la lentezza delle procedure per l’installazione della videosorveglianza da parte di Arap, l’ente attuatore della bonifica della ex discarica. Per questa ragione, la consigliera Stella ha annunciato la presentazione di un’interpellanza alla giunta regionale per conoscere lo stato di avanzamento dell'iter di bonifica del sito. «È necessario mettere la parola fine ad uno dei disastri ambientali più dolorosi della nostra regione», commenta l'esponente del Movimento 5 Stelle, «intervenendo nel più breve tempo possibile con la messa in sicurezza permanente del sito».