Il generale ringrazia i finanzieri soccorritori: decisivi nel salvare vite

Caramignoli (comandante regionale delle Fiamme gialle) li riceve: «Il loro contributo fondamentale per l’organizzazione delle ricerche»
L’AQUILA. Sei ore di marcia, gli sci ai piedi, nel mezzo di una tormenta di neve. Sfidarono il freddo, il buio, l’ignoto. Sapevano di non poter fare altro se non andare. I mezzi meccanici lassù non potevano giungere. Solo quei temerari, col loro coraggio e la loro tenacia, potevano arrivarci. Gli uomini del Soccorso Alpino della Finanza furono tra i primi ad arrivare a Rigopiano quella tragica notte del 18 gennaio 2017 e quello che apparve ai loro occhi fu uno scenario apocalittico. Esausti per aver marciato nella neve fresca per ore, si misero a scavare nel buio trafitto solo dalle loro torce. Strapparono alla morte alcuni sopravvissuti e continuarono a spalare fin quando non giunsero il giorno e i rinforzi.
cerimonia sette anni dopo
Nel settimo anniversario della tragedia, il comandante regionale della Guardia di Finanza, generale di brigata Germano Caramignoli, ha ricevuto i militari della stazione di soccorso alpino di Roccaraso che si mobilitarono in quelle drammatiche ore. Presenti anche i finanzieri piloti in forza alla Sezione Aerea di Pescara che sorvolarono l’area contribuendo ai soccorsi. Il generale ha voluto elogiare «lo straordinario impegno e il lodevole comportamento dei militari» i quali, «dimostrando grande coraggio ed elevate competenze tecnico-professionali, riuscirono, a piedi, a raggiungere l’albergo franato sotto la valanga e, dopo la perlustrazione del perimetro della struttura, a trovare un pertugio da cui accedere all’interno. Il contributo si è rivelato fondamentale anche per fornire in tempo reale preziose indicazioni alle autorità nel frattempo allertate, per l’organizzazione più efficace di ricerche e soccorsi». Il comandante regionale ha inoltre voluto sottolineare il «prezioso intervento fornito dalla componente aerea in servizio a Pescara che, prontamente e nonostante le condizioni meteo avverse, intervenne con i propri mezzi ed equipaggi in stretta collaborazione con gli altri soccorritori». L’attività, protrattasi ininterrottamente anche nei giorni a seguire e fino alla cessazione dell’emergenza, permise il salvataggio dei superstiti e il ritrovamento delle 29 vittime.
cosa fa il sagf
Proprio per fronteggiare situazioni analoghe o anche altri incidenti in ambiente montano o in altri contesti emergenziali, la Guardia di Finanza ha intensificato lo svolgimento di esercitazioni congiunte tra la componente del soccorso alpino e quella aerea allo scopo di costituire un dispositivo sempre più efficace per la tutela dell’incolumità degli utenti della montagna. Una stretta sinergia che si realizza anche in virtù dei protocolli del 2021, in collaborazione con il Soccorso alpino e speleologico Abruzzo (Sasa) del Cnsas. Un accordo con l’intento unitario di coordinare le operazioni di allertamento, ricerca e soccorso tra tutti gli operatori istituzionali. Il Sagf si occupa anche di interventi di soccorso in contesti emergenziali derivanti da calamità, come terremoto e maltempo. Nell’ultimo anno, in Abruzzo, il contributo del Soccorso Alpino della Finanza, attraverso le stazioni dell’Aquila e Roccaraso, si è concretizzato in 96 operazioni di ricerca e soccorso nei confronti di 141 persone, compresa l’emergenza terremoto in Turchia. La Sezione Aerea di Pescara ha operato nell’alluvione in Emilia Romagna a maggio 2023.
Come si diventa soccorritori
«Occorre superare il concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di allievi finanzieri», spiega il generale Caramignoli. «Da alcuni anni, la Guardia di Finanza bandisce specifici concorsi con posti riservati a coloro i quali intendono conseguire la specializzazione di “Tecnico di Soccorso Alpino”. Si tratta di un ruolo di elevato profilo operativo destinato ai servizi di ausilio e soccorso in ambiente montano. Il profilo ideale del tecnico contempla l’amore per la montagna e la passione per le attività fisiche e tecniche a questa strettamente legate (arrampicate, ecc.). I finanzieri specializzati Sagf, infatti, sono dotati di una peculiare perizia tecnico-alpinistica che, coniugata con le funzioni e le qualifiche di polizia giudiziaria, economico-finanziaria e di pubblica sicurezza, costituisce un unicum. I vincitori del concorso vengono, quindi, avviati a un corso di formazione nella Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo (Trento), la più antica scuola militare alpina del mondo, dove avranno la possibilità di prepararsi adeguatamente da un punto di vista tecnico-professionale, ampliando la propria sfera di conoscenze, tramite l’apprendimento di tecniche, regole e procedure che si riveleranno utili per il successivo impiego, quali finanzieri neo-specializzati Sagf, in una delle Stazioni dislocate sull’intero arco alpino, sull’Appennino, in Aspromonte, sull’Etna e in Sardegna. Oggi», conclude il comandante regionale, «le discipline sportive in montagna sono largamente diffuse tra i giovani che amano stare all’aria aperta nel pieno rispetto della natura. Tra queste, lo sci alpinismo e l’arrampicata su roccia e su ghiaccio. Il soccorritore alpino della Guardia di Finanza, oltre a essere appassionato delle classiche attività sportive in quota, deve possedere un’elevata propensione all’altruismo e al lavoro di squadra, essendo spesso chiamato a operare insieme a tutti gli altri attori del soccorso, in sinergia col personale della componente aerea, fondamentale per la celerità e l’efficacia delle operazioni. Mi rivolgo ai giovani che si sentono di corrispondere a queste caratteristiche e li invito a monitorare l’indizione dei bandi di concorso. Potranno così entrare a far parte della grande “Famiglia” delle Fiamme Gialle e diventare i nuovi “Angeli” del Sagf».
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