Il pasticcio della salma sbagliata: riesumato il corpo dell’anziana

4 Novembre 2020

Vanno avanti gli accertamenti per identificare con certezza le due 90enni morte a distanza di tre mesi Entrambe erano ricoverate nella struttura per anziani di Loreto che fu evacuata a marzo, causa Covid

CUGNOLI. Dopo lo scambio di persona avvenuto nei mesi scorsi, proseguono gli accertamenti disposti dalla Procura per identificare due donne di 90 anni che potrebbero essere state confuse l’una con l’altra, anche se l’amara scoperta è avvenuta solo dopo la morte. Una delle due è stata già seppellita, ormai da tempo, mentre la salma dell’altra si trova tuttora all’obitorio di Pescara. E per risalire all'identità delle due il sostituto procuratore Fabiana Rapino ha affidato l'incarico a Ildo Polidoro. È stato lui, ieri mattina, con il supporto della polizia scientifica, a seguire le operazioni di riesumazione di una delle due novantenni, morta all'inizio di aprile e seppellita al cimitero di Cugnoli. Dopo la riesumazione, Polidoro si è occupato di prelevare del materiale genetico, per poi far nuovamente tumulare il corpo.
Intanto, nelle scorse settimane, sempre Polidoro si era occupato di eseguire degli accertamenti sull’altra salma di cui non si conosce l’identità, quella di una novantenne morta a luglio all’ospedale di Pescara, dove era ricoverata, e il cui corpo si trova ancora in obitorio. Il dilemma è emerso nella sua drammaticità proprio dopo il decesso di questa anziana. I nipoti di G.L, queste le iniziali del nome, sono stati informati della morte della parente, per cui si sono recati all’obitorio, ma nella bara hanno trovato un corpo che non era della zia. Ne erano assolutamente certi, tanto che si sono rivolti alle forze dell'ordine segnalando l'accaduto al personale del posto di polizia dell'ospedale, coordinato dell'ispettore superiore Roberto Piserchia. A quel punto sono sorti mille interrogativi perché, oltre a non sapere chi fosse la donna appena morta, i nipoti di G.L. volevano sapere che fine avesse fatto la zia e le sue condizioni di salute, anche in considerazione della pandemia. Proprio nel periodo in cui è esplosa l'emergenza, infatti, la donna è stata trasferita dalla casa di riposo “Acerbo - De Pasquale” di Loreto, dove era ospite, e con lei anche tutti gli altri anziani, visto che la struttura è stata evacuata. Da Loreto sarebbe stata trasferita a L’Aquila, poi da lì a Città Sant’Angelo e infine a Pescara, dove è morta. Queste, almeno, le informazioni in possesso dei nipoti, che erano molto legati alla zia. Gli accertamenti della polizia, avvenuti con la collaborazione della direzione dell’ospedale, hanno portato ad ascoltare, tra gli altri, la coordinatrice della cooperativa che gestiva la casa di riposo di Loreto. Vedendo la salma in obitorio, la donna ha riconosciuto non G.L. ma un’altra anziana ricoverata nella struttura, O.D.P. le iniziali del nome, morta a Città Sant'Angelo pochi giorni dopo lo spostamento da Loreto, e poi seppellita a Cugnoli. Essendoci la possibilità, che per ora è solo un'ipotesi, di uno scambio tra queste due persone che poi si è trascinato fino alla loro morte, Polidoro dovrà arrivare alla identificazione dei corpi. E per questo ha già effettuato uno studio della cartella clinica e degli esami a cui era stata sottoposta la novantenne morta a Pescara, oltre a prelevare del materiale da esaminare e a eseguire raggi e Tac.
Ieri, invece, è stata la volta della salma seppellita a Cugnoli. Attraverso quanto raccolto e alla comparazione con altro materiale delle due novantenni, si arriverà alla loro identificazione. E si scioglierà il mistero emerso a luglio, anche se non è chiaro in quale momento sia avvenuto lo scambio. Ma le risposte tanto attese dai nipoti di G.L. non arriveranno prima di 90 giorni, il tempo necessario a Polidoro per completare la sua attività.
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