Il Pd: poca trasparenza sui lavori Masci replica: «Basta, vi querelo»

Il consigliere Blasioli (Pd) denuncia: «Troppi affidamenti diretti». E mostra una nota dell’Anac Il sindaco Masci contrattacca: «Accuse infondate e fuori dalla logica, io rispetto sempre la legge»
PESCARA. È scontro sulla trasparenza negli appalti pubblici del Comune di Pescara tra il sindaco Carlo Masci e il consigliere regionale Antonio Blasioli, che parla di circa il 90% di affidamenti diretti e si è rivolto all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per segnalare presunte incongruenze sui lavori effettuati in viale Marconi, ma anche per altri interventi, come la riqualificazione delle aiuole sulla riviera per il passaggio del Giro d’Italia.
L’Anac, con una comunicazione pervenuta il 2 gennaio scorso, certifica i dubbi sollevati da Blasioli sulla gestione degli appalti portata avanti dal Comune negli ultimi tre anni e, in modo particolare, nel 2022 e nei primi tre mesi del 2023, quindi quando a dirigere il settore dei Lavori Pubblici dell’ente c’era Fabrizio Trisi, tra gli indagati dell’inchiesta della procura di Pescara su presunti appalti truccati. In poche righe l’Anac, nel rispondere alle segnalazioni di Blasioli, evidenzia «la non conformità della gestione delle procedure di affidamento degli appalti di lavori attuata dal Comune di Pescara nel periodo compreso tra il 2022 e il primo trimestre 2023, stante le riscontrate molteplici violazioni del principio di rotazione e del più generale principio del favor partecipationis, oltre che dei principi di economicità ed efficacia dell’agire della pubblica amministrazione».
In particolare, secondo quanto riferito dal consigliere regionale dem, il Comune di Pescara, per quanto riguarda il settore dei lavori pubblici, «avrebbe favorito sempre gli stessi operatori economici con plurimi affidamenti diretti». Contestazioni analoghe, nei giorni scorsi, sono state sollevate anche al Comune dell’Aquila, ma nell’intervallo di quindici mesi preso in esame dall’Anac, pare che il ricorso a procedure aperte sia stato di gran lunga inferiore rispetto al capoluogo. «Da un calcolo effettuato emerge, infatti, come nel settore dei Lavori pubblici il Comune di Pescara, in questi anni passati al setaccio, abbia sfiorato il 90% degli affidamenti diretti, a fronte del 58% registrato all’Aquila», dice Blasioli. Ora il consigliere, al di là delle sanzioni previste per la violazione degli obblighi di trasparenza, attende «una risposta politica chiara» da parte del sindaco Carlo Masci e dell’amministrazione comunale. «In tante conferenze stampe e in diverse interrogazioni il Partito democratico ha sempre sostenuto che ci sono tante zone d’ombra nel settore dei Lavori pubblici del Comune di Pescara», precisa il consigliere regionale. «L’Anac ha terminato la procedura di verifica, avendo avuto anche grandi difficoltà nell’ottenere gli atti dall’Ente, e ha confermato le nostre perplessità. Alcuni operatori economici sono stati destinatari di 18 affidamenti diretti in maniera consecutiva e gli stessi, oltre a ottenere direttamente il lavoro, sono sempre stati invitati a partecipare alle procedure negoziate. Questa vicenda si intreccia inevitabilmente con quella penale, ma noi vogliamo tenerla distinta e distante», aggiunge. «Noi attendiamo una risposta dal sindaco Masci», dice ancora Blasioli. «Dovrebbe spiegare a noi e alla città come sono state effettuate determinate scelte, come è stato possibile invitare sempre gli stessi operatori a danno di altri e violare le regole sulla trasparenza».
Il sindaco Carlo Masci intende verificare se sussistono gli estremi di una querela per diffamazione e in una nota ha precisato che la lettera dell’Anac è incentrata sul criterio di rotazione delle imprese, «tema sul quale Blasioli fa accuse gravissime nei miei confronti, ledendo la mia immagine e la mia dignità e formulando accuse infondate e fuori da qualsiasi contesto logico, fattuale e giuridico», precisa. Il primo cittadino inoltre sottolinea che la lettera dell’Anac non contiene alcuna prescrizione per il Comune, ma un invito a verificare in maniera puntuale la normativa di settore, con la precisazione della possibilità di deroga al principio di rotazione nel caso di motivate esigenze. «Al consigliere Blasioli, evidentemente in preda alla frenesia elettorale, va ricordato che il sindaco, per legge, non può intromettersi nelle scelte gestionali che competono solo ed esclusivamente alla struttura amministrativa: in particolare ciò vale per la scelta delle procedure amministrative per gli appalti pubblici, così come per il controllo della trasparenza degli atti», dice Masci. «Diversamente, qualora il sindaco si interessasse a tali procedure, incorrerebbe, allora sì, nel reato di abuso d'ufficio. Ma Blasioli fa finta di non conoscere la legge e interpreta a modo suo i contenuti della comunicazione dell’Anac». E ancora: «Questo sindaco conosce la legge e la rispetta in modo pedissequo; questo sindaco svolge con passione e dedizione il suo ruolo, non invadendo mai la sfera dirigenziale e non influenzando scelte di carattere economico, come invece altri ben conosciuti amano fare. Questo comportamento non deriva né da incompetenza né da distrazione, ma dal rispetto dei ruoli e della legge», conclude Masci.

