Il presidente: non accetterò mai uno stile più disinvolto

30 Luglio 2015

PESCARA. «Vorrebbero che trasformassi la Bcc in una banca più imprenditoriale, “disinvolta” nella amministrazione del credito. Ma finché sarò presidente, non consentirò che questo istituto adotti...

PESCARA. «Vorrebbero che trasformassi la Bcc in una banca più imprenditoriale, “disinvolta” nella amministrazione del credito. Ma finché sarò presidente, non consentirò che questo istituto adotti metodi che mi fanno pensare a gestioni tipo Tercas o Caripe». Samuele Michele Borgia accetta la sfida al suo terzo mandato di presidente al credito cooperativo di Cappelle e parla senza peli sulla lingua.

Presidente, come si sente nelle vesti di indagato dopo le elezioni di aprile? «Una decina di giorni fa, prima dell’aquisizione degli atti in banca, sono stato io stesso a presentarmi al pm Del Bono per chiarire la mia posizione. Il magistrato ha disposto il provvedimento anche sulla base di quanto ho dichiarato dopo la denuncia firmata dall'avvocato Carlo Costantini, che è cognato di Filippo Falconio il mio sfidante sconfitto nella corsa alla presidenza».

Da cosa nasce il contrasto se fino alla vigilia del voto di aprile siete andati avanti come una squadra compatta? «Con Falconio e Sciarra avevamo rifirmato insieme la stessa lista circa un mese prima del voto. Ricordo che avevamo persino brindato. Poi, la settimana successiva, Falconio mi ha detto che aveva avuto da Sebastiani la ferma indicazione di doversi candidare alla presidenza. Che quindi avrebbe presentato una lista separata. Mi ha detto che non poteva mettersi contro la sua storia. Contro la famiglia».

La famiglia? «Penso si riferisse a Costantini. Mi ha spiegato che non voleva assolutamente perdere la banca. Ha aggiunto che ci avrebbero “asfaltato” se fosse rimasto con me. E che io non avevo idea delle aggregazioni di interesse costituite dietro alla nuova lista. Insomma, a suo dire, non ci sarebbe stata partita».

Poi però le cose sono dandate diversamente. Ha vinto lei. Ma ora è indagato per il pasticcio delle deleghe. Ci sono state richieste che non ha potuto soddisfare?

«Personalmente no. Nessuna richiesta particolare, può essere però che la struttura della banca abbia ricevuto richieste di credito che non ha potuto soddisfare. Quanto alla questione delle deleghe, anch’io sento la necessità di fare chiarezza».

Deleghe a parte, cosa c’è in ballo attorno alla Bcc? «Secondo me, questa cordata vuole una governance meno rigorosa di quella che ho garantito in questi 6 anni di mandato nel rispetto dei 16mila correntisti che hanno fiducia nell’ istituto. Vogliono delegittimarmi. Ho fiducia che tutto sarà chiarito in breve tempo con l’ennesima figuraccia di chi vuole a tutti costi sollevare polveroni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA