Il progetto di Masci: un polo culturale intorno al Rampigna

Il sindaco conferma l’impegno per la piazzaforte del ’500 coinvolgendo Circolo canottieri: nuovi reperti da scoprire
PESCARA. «Intorno al campo Rampigna sorgerà un distretto storico-culturale»: è l’ultima promessa del sindaco Carlo Masci, che ieri ha partecipato a un sopralluogo sullo storico terreno di gioco, che a breve sarà interessato da un radicale intervento di riqualificazione.
«Nei nostri piani quest’area dovrà diventare un distretto storico-culturale, finora inimmaginabile per i pescaresi, ma che oggi rappresenta una sfida per tutti noi: realizzare una sorta di “passeggiata fisica” nella storia negata della nostra città», dichiara il sindaco, che già nelle scorse settimane aveva assicurato il massimo impegno per valorizzare i vicini resti della piazzaforte cinquecentesca e il mosaico romano sepolto nella golena sud («Entro sei mesi sarà spostato nel Museo Genti d’Abruzzo», ha detto Masci a metà maggio).
Insieme a Masci hanno partecipato al sopralluogo l’architetto Aldo Giorgio Pezzi della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo, e alcuni tecnici e funzionari di Soprintendenza e Comune. «L’idea», spiega il primo cittadino, «è quella di definire un polo che unisca in una visione omogenea e di grande interesse tutta la zona racchiusa tra i resti della roccaforte cinquecentesca a ovest, riemersi durante i lavori della ferrovia, l’area del vecchio campo in disuso, il circolo canottieri La Pescarina e il fiume».
Il progetto di valorizzazione pensato dall’amministrazione riguarda alcune tra le tracce più antiche della storia pescarese. Nel sopralluogo al Rampigna si è perciò parlato dei saggi sulla presenza nel sottosuolo di un sito archeologico che comprenderebbe anche altri resti della piazzaforte. Si ipotizza inoltre che, sempre nell’area del campo sportivo, possano essere presenti i resti di una necropoli di epoca romana. A breve qui cominceranno i lavori per mettere l’erba sintetica e ristrutturare spogliatoi e tribune dello stadio che, a cavallo tra gli anni ’30 e ’40, fu la “casa” della Strapaesana, la formazione composta interamente da atleti locali che segnò i primi importanti successi calcistica di Pescara. I saggi e gli interventi di recupero dei resti del vicino bastione non impediranno comunque la riqualificazione del Rampigna: anzi, in futuro l’obiettivo è quello di rendere compatibili le attività agonistiche con gli spazi archeologici.
«Il campo è un pezzo di archeologia sportiva», sottolinea Masci, «con ciò che ci dicono essere presente nel sottosuolo, abbiamo la possibilità di realizzare un sistema integrato storico-turistico, nel quale includere i resti già rinvenuti del bastione San Vitale, e l’imminente recupero della bellissima struttura di stile razionalista del circolo canottieri costruita durante il Ventennio».
Secondo Masci questo sistema integrato sarà in grado di «richiamare visitatori e legittimare ancor più un’identità secolare anche nella nostra città. Con l’architetto Pezzi abbiamo condiviso molti punti», continua il sindaco, «e tra questi l’idea di eliminare la parte sud della recinzione del Rampigna e di ottimizzare la funzionalità del tratto di strada che separa quest’ultimo dal circolo canottieri. Credo», chiosa orgoglioso il sindaco, «che siano state poste le basi per il raggiungimento di un grande obiettivo».
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