Il rogo nella Pineta, l’ira di Masci «È stato un atto delinquenziale»

20 Maggio 2024

Il sindaco: «L’incendio di sabato è partito da dentro, qualcuno si è divertito a giocare con il fuoco» E riemerge la questione dei vincoli della Riserva. Il comandante Verna: incidono anche sugli interventi

PESCARA. «Quando mi hanno detto dell’incendio ho tremato. E meno male che mi hanno rassicurato subito che era tutto sotto controllo». Il sindaco Carlo Masci parla dell’incendio di sabato pomeriggio nella Riserva dannunziana con il cuore e la testa al rogo che ha devastato la Pineta ad agosto del 2021. «Una ferita mai rimarginata» dice, prima di elencare tutto quello che il Comune sta facendo per far tornare a vivere il polmone verde cittadino.
CACCIA AL RESPONSABILE Ma il sindaco puntualizza: «La cosa grave è che questa volta l’incendio è partito da dentro, non a 500 metri dalla Pineta come tre anni fa, quando il vento di quel giorno torrido spinse i lapilli a due chilometri. Oggi il problema è che qualcuno si è divertito a giocare con il fuoco dentro la pineta e questo è gravissimo. In qualsiasi modo sia accaduto, accidentalmente o con dolo, è un atto delinquenziale». E aggiunge: «Ci sono le telecamere esterne e le indagini sono in corso. Certo è triste pensare che qualcuno dentro la pineta si diverta a giocare con il fuoco dopo tutto quello che abbiamo vissuto tre anni fa, con il comparto 5 che è andato completamente distrutto e il 4 in parte. Ma tanto è stato: se la pineta prende fuoco mentre piove, come sabato, è chiaro che c’è la mano di qualcuno».
ROGO DALLA PANCHINA Una circostanza ipotizzata anche dai vigili del fuoco arrivati immediatamente, poco dopo le 14 di sabato, allertati dai residenti che vedevano la colonna di fumo nel parco. Alla fine, le fiamme hanno interessato un chilometro quadrato a ridosso di via Pantini, nella zona alle spalle del laghetto. Solo grazie alla rapidità dei soccorritori, il fuoco non ha interessato le chiome degli alberi, cosa che avrebbe reso tutto più complicato. Ed è proprio dall’area adiacente alla panchina che risulta partito il rogo alimentato dalla lanetta dei pioppi che in quel punto forma cumuli alti anche un metro e altamente infiammabili.
l’APPELLO Difficile capire se sia stato un gesto volontario o accidentale da parte di chi, magari da quella panchina, ha buttato a terra la cicca della sigaretta senza rendersi conto di quella coltre bianca che ha innescato subito l’incendio. E come ribadisce Masci, è questo il punto: «Ciascuno dev’essere custode della ricchezza del patrimonio che abbiamo e che dobbiamo tutelare».
LA PREVENZIONE Ma c’è dell’altro che si può fare, e a dirlo è il comandante provinciale dei vigili del fuoco Luca Verna che proprio per questa mattina ha convocato una riunione con i tecnici vvf per fare il punto su quanto avvenuto sabato. «Si tratta di un confronto», spiega il comandante, «per cercare di migliorare il nostro assetto operativo e suggerire agli enti di competenza quali sono le operazioni e le azioni volte al miglioramento soprattutto della prevenzione incendi boschivi. Tenuto conto che il Comune ha fatto tutto ciò che si doveva fare, bisogna lavorare su due ambiti, vale a dire prevenzione e protezione». E spiega: «È fondamentale, nei limiti del possibile, mantenere il sottobosco pulito da foglie e aghi di pino e dalla presenza massiccia di pappi di pioppo che rappresentano una fonte di facile innesco per qualsiasi situazione dolosa o colposa: basta un mozzicone di sigaretta per far partire l’incendio in quelle condizioni».
LA VIGILANZA In merito all’azione di protezione (per tutta la notte di ieri garantita dai volontari della protezione civile comunale), Verna fa una proposta: «In vista dell’estate si potrebbero organizzare squadre di volontari, magari composte da giovani, che vigilassero le aree meno presidiate e più anguste della Riserva, in modo da agire come deterrente ma anche per consentire il tempestivo intervento a fronte di eventuali incendi». E sempre in tema di protezione, secondo il comandante dei vigili del fuoco sarebbe «molto utile integrare l’esistente rete di idranti del perimetro del parco, con una linea interna: «Ci aiuterebbe molto a evitare l’eccessiva propagazione delle fiamme».
I VINCOLI DELLA RISERVA «Tuttavia», conclude Verna, «è lo stesso assetto della Riserva, in quanto tale, a porre dei vincoli che, dal punto di vista ambientale, incidono però anche dal punto di vista degli interventi: anche sabato abbiamo avuto delle difficoltà di accesso, potendo entrare solo con mezzi piccoli». Ed è proprio questo il nocciolo della questione: essendo una Riserva, non si può toccare quasi niente, sottobosco compreso, con tutti i rischi del caso. «Va aperta una riflessione», dice il sindaco, «per capire qual è il punto di equilibrio tra l’avere una Riserva al centro della città e garantirne al tempo stesso la sicurezza. Il piano di assetto naturalistico a cui ci atteniamo pedissequamente prevede, ad esempio, che in determinati punti il sottobosco non si può toccare, perché fa parte dell’assetto naturale. Anche i punti dove la vegetazione è incolta vanno lasciati così, perché è una caratteristica della Riserva che va salvaguardata. Noi ci atteniamo a questo. La sicurezza la garantiamo con le telecamere a infrarossi collocate all’interno della pineta per controllare ogni accenno di fuoco, con la nuova recinzione che stiamo facendo sul lato di via Pantini, con gli idranti piazzati nei punti indicati dagli esperti di forestazione, ma resta sempre una Riserva nel cuore della città, e con tutti i vincoli che ha, comporta comunque dei rischi».