Il sacrificio dell’eroe e la Brigata Maiella: battaglie per la libertà

14 Maggio 2018

GUARDIAGRELE. Nella terra dei patrioti, l’emblema del seme della libertà potrebbe avere dipinti sullo sfondo il tricolore della Repubblica e incastonati da una parte lo stemma delle Repubbliche...

GUARDIAGRELE. Nella terra dei patrioti, l’emblema del seme della libertà potrebbe avere dipinti sullo sfondo il tricolore della Repubblica e incastonati da una parte lo stemma delle Repubbliche marinare e dall’altra le vette imbiancate della Maiella: uno è il simbolo della Marina militare, l’altro della Brigata Maiella. Ecco, se si potesse realizzare un solo e nuovo logo degli eroi di questo angolo d’Abruzzo che ha dato tanto alle battaglie per riconquistare la libertà perduta, forse questo ne sarebbe il più rappresentativo perché racchiude in sé la battaglia sul Piave dell’eroe-marinaio Andrea Bafile, e quella dei combattenti di e con Ettore Troilo. Due storie in una che ieri si sono ricomposte simbolicamente ieri a Guardiagrele, nel raduno dell’Anmi per le celebrazioni del centenario della morte dell’eroe aquilano Bafile. E racchiuse, a mo’ di cerniera, dalla “Marcia dei cadetti” composta dal maestro guardiese Donato Ricci, finita nel repertorio della Banda centrale dell’Anmi e suonata in tutte le parate, com’è accaduto in piazza Garibaldi.
Abruzzo terra di patrioti e di libertà, insomma. «Bafile è un gigante della nostra storia che non dobbiamo dimenticare», ammonisce il presidente della Provincia, Mario Pupillo, rievocando anche la battaglia degli Eroi ottobrini di Lanciano, città Medaglia d’oro al valor militare di cui è sindaco. «Per che cosa si è disposti a morire oggi?», si è chiesto il sindaco guardiese Simone Dal Pozzo. E la risposta: «Si può perdere la vita da eroi se si combatte tutti i giorni». Pezzi di storia come i fotogrammi di una pellicola proiettata ai piedi della Maiella per non dimenticare. Tante vicende, un solo denominatore: l’importanza della libertà. (r.o.)
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