Il sindaco gela gli alleati: inevitabili scontenti, con me solo assessori competenti

22 Giugno 2024

Spunta una lettera del sindaco a tutti gli eletti: «Insieme per una giunta forte» E sul presidente del consiglio: «Deve saper frenare l’opposizione agguerrita»

PESCARA. Sul campo delle trattative per la seconda giunta Masci resteranno «inevitabili scontenti». A dirlo è proprio Carlo Masci, il sindaco rieletto al primo turno con il 50,95%. In una lettera ai consiglieri eletti, il sindaco di ritorno da Porto, sede del vertice sull’ambiente dell’Intelligent Cities Challenge in cui Pescara ha recitato una parte da protagonista, gela gli alleati. In attesa della proclamazione e della certificazione dei dati elettorali, il sindaco dice che non c’è posto per tutti e predica «comprensione», «buon senso» e «spirito di collaborazione»: ci sono 10 incarichi da ricoprire, 9 nella giunta e poi la presidenza del consiglio comunale. Ma sulla giunta incombe la regola delle quote rosa: su 9 assessori, 4 devono essere donne.
Nella maggioranza di centrodestra, FdI è il primo partito con 8 consiglieri eletti (18,01%); a seguire, per un soffio di voti, Forza Italia con 7 eletti (17,90%); la Lega è al 6,60% con due eletti; due eletti anche per lista civica Pescara Futura (5,97) amica di Forza Italia; un eletto per Masci Sindaco per Pescara Unica (4,38%). Quattro incarichi dovrebbero spettare a FdI, quattro a Forza Italia, uno alla Lega e uno a Pescara Futura. Ma se si ufficializzasse una federazione tra Forza Italia e Pescara Futura, il quadro potrebbe cambiare: gli azzurri potrebbero chiedere 5 posizioni. Un assessore e niente di più per la Lega: nel 2019, era il primo partito mentre adesso, dopo la fuga dei suoi pezzi da novanta, è in caduta libera.
Le trattative sono in corso e il primo scoglio è la scelta del presidente del consiglio: nella lettera ai consiglieri, Masci sottolinea le tre qualità del presidente perfetto e cioè «autorevolezza, esperienza e competenza»: un amministratore con un certo carisma che sappia governare il dibattito in aula soprattutto nei confronti di un’opposizione da tenere a freno perché, dice il sindaco, «si preannuncia «agguerrita». Il riferimento non scritto è alla squadra di Domenico Pettinari, candidato sindaco civico arrivato al 13,08% con tre eletti.
Per la presidenza del consiglio, pare un affare a due: c’è chi preme per confermare l’uscente Marcello Antonelli di Forza Italia e chi preme per l’ipotesi Gianni Santilli di Fratelli d’Italia, già vice sindaco con Masci e assessore uscente. Altre ipotesi, a partire dall’ex sindaco Luigi Albore Mascia, assessore uscente, non sembrano trovare il favore della maggioranza di centrodestra.
Poi, l’obiettivo del sindaco è «una giunta forte» e Masci non vuole arretrare rispetto alle sue condizioni: «Consenso, professionalità, competenza e piena e totale disponibilità a lavorare in favore della città ogni giorno dell’anno». Sono gli stessi criteri che il sindaco ha citato anche nell’intervista rilasciata al Centro prima di partire per Porto. E, in questo passaggio della lettera, il sindaco frena le aspirazioni dei singoli, anche dei più votati che al tavolo delle trattative portano una dote di preferenze come Cristian Orta di FdI, il più votato di tutti con 1.141 voti, e Massimiliano Pignoli di Forza Italia (1.052): entrambi potrebbero ritrovarsi con premi di consolazione. Masci spiega che le aspettative sono legittime e nel centrodestra tanti avrebbero titolo per giocarsi un posto in giunta ma bisogna trovare «una sintesi» che metta tutti d’accordo. Anche quelli che ne subiranno le conseguenze e si ritroveranno fuori. Ma, sul finale della lettera, il sindaco lascia una porta aperta: di incarichi in gioco, al di fuori della giunta, ce ne sono diversi e ci sarebbe la possibilità di mediare. Per questo, ai partiti, Masci chiede «una rosa più ampia rispetto alle posizioni da coprire» per stilare così la mappa degli incarichi e dell’amministrazione della città. Se ognuno farà la sua parte, osserva Masci, tra passi indietro e mediazione, allora ci sarà «la migliore squadra possibile»: davanti ci sono almeno due anni e mezzo «di sfide e nuovi obiettivi» – se la fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore andasse in porto nei tempi stabiliti, dal 1° gennaio 2027 ci sarebbe un altro sindaco –, anni in cui Masci vuole realizzare il parco centrale e un parcheggio a silos nell’area di risulta e gettare le basi per la riqualificazione del lungofiume.
«Vi abbraccio tutti», chiude Masci. Ma, adesso, chissà cosa faranno tutti quegli «inevitabili scontenti». Il primo consiglio comunale potrebbe tenersi entro la metà di luglio: c’è tempo per lenire delusione e rabbia.