Il sindaco: «Manca il ministero» Ma l’inchiesta è finita a Roma

1 Maggio 2021

BUSSI SUL TIRINO. «Apprendo di essere indagato da un articolo del quotidiano il Centro insieme ad altri cinque soggetti (due rappresentanti Solvay e tre della società Edison)» scrive il sindaco di...

BUSSI SUL TIRINO. «Apprendo di essere indagato da un articolo del quotidiano il Centro insieme ad altri cinque soggetti (due rappresentanti Solvay e tre della società Edison)» scrive il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, come gli altri accusato di inquinamento dai tre pm che portano avanti l’inchiesta sui ritardi della bonifica della maxi discarica di Bussi.
«L’indagine della magistratura», va avanti il sindaco, «è volta a ricostruire la vicenda di Bussi, i ritardi per l’avvio della bonifica e verificare se i ritardi hanno prodotto ulteriori danni ambientali. Nonostante l’amarezza nell’apprendere (dalla stampa) di essere indagato, non posso che essere d’accordo sull’operato della magistratura, se l’obbiettivo è quello di fare finalmente luce, sulla vicenda Bussi. L'unica sorpresa», puntualizza Lagatta, «è non vedere tra gli indagati i rappresentanti del ministero dell’Ambiente. Ricordo, ancora una volta, che a giugno 2020 ho presentato una denuncia per omessa bonifica nei confronti del Ministero presentando una corposa documentazione ove sono contenute anche le risposte ricercate dalla Procura. Ad oggi tutto tace» conclude Lagatta, evidentemente all’oscuro del fatto che l’inchiesta ha avuto uno stralcio finito a Roma con due funzionari ministeriali indagati. E per questo, infatti, a Pescara gli indagati scendono a quattro: due rappresentanti Edison, uno della Sovay e lo stesso sindaco di Bussi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.