Impianto per i rifiuti, distribuiti 5 milioni: ecco chi sarà a gestirli

La Banca europea degli investimenti dice sì al maxi mutuo In arrivo altri 30 milioni per Ambiente spa e Pescara Energia
PESCARA. Comincia la corsa verso l’impianto da 30 milioni di euro per smaltire 60mila tonnellate annue di rifiuti organici e produrre biogas per 3,6 milioni di metri cubi. Dopo aver incassato il sì a un mutuo da 35 milioni di euro con la Bei, la Banca europea degli investimenti, l’amministrazione Masci ha iniziato la ripartizione dei primi fondi. I soldi sono stati già girati alle partecipate: Ambiente spa, composta dal Comune di Pescara in quota di maggioranza (84%) e da altre 31 amministrazioni locali del Pescarese, e Pescara Energia spa, società al 100% comunale. In gergo tecnico si chiama “tiraggio”: significa che la Bei ha concesso i primi 5 milioni per «interventi nei settori della gestione rifiuti/economia circolare e nel settore dell’efficienza energetica». Di questi 5 milioni, 1.035.000 sono andati «in favore» di Ambiente spa per avviare il progetto del biodigestore a Città Sant’Angelo, in contrada Piano di Sacco: un progetto pubblico-privato con Ambiente spa a rappresentare la parte pubblica e due società del gruppo Snam, la Ies Biogas e la Renerwaste. Il costo previsto è di 30 milioni, metà soldi pubblici e l’altra metà privati. Un impianto indispensabile per il sindaco Carlo Masci: secondo le previsioni dell’amministrazione di centrodestra, con l’eco valorizzatore si abbatteranno i costi del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti con un taglio del 30% alle bollette per famiglie e imprese. «Con questo impianto risparmieremo tra il 30% e il 50% delle spese di smaltimento dei rifiuti, produrremo energia pulita senza inquinare l’aria, la terra e l’acqua», le parole del sindaco.
In un rapporto di Ambiente presentato ai residenti di Città Sant’Angelo, si dice: «L’eco-impianto proposto ha una potenzialità di 60mila tonnellate annue con una produzione di 3,6 milioni di metri cubi annui di biometano che permetteranno un risparmio pari a più di tremila tonnellate di petrolio». Nell’impianto, dice ancora la relazione di Ambiente, sarà trattata la frazione organica differenziata «raccolta principalmente all’interno del bacino territoriale pescarese». Attualmente in provincia di Pescara si producono 33.934 tonnellate di organico annue: è possibile che nell’impianto saranno lavorati anche rifiuti provenienti da fuori. «Nella provincia di Pescara la differenziata è al 51,2% con un forte tasso di crescita che prevedibilmente arriverà al 70% entro il 2030. La frazione organica è al 43% della capacità complessiva». Questa la conclusione della società dei rifiuti guidata ora dal presidente Massimo Galasso: «Risolvere il problema dello smaltimento dell’organico significa risolvere la parte più consistente dei rifiuti».
In tema di rifiuti, con i soldi della Bei, sono previsti anche: «Potenziamento degli impianti di selezione di materie riciclabili, con una capacità di trattamento di 30mila di tonnellate l’anno rispetto alle circa 8mila attuali; la messa in funzione di una piattaforma per la gestione di rifiuti elettronici ed elettrici; all’acquisto di mezzi di trasporto a ridotto impatto ambientale».
Dei 5 milioni appena arrivati al Comune, altri 3.715.000 sono stati affidati alla partecipata Pescara Energia per «interventi di riqualificazione energetica»: la società, con il presidente Giuliano Diodati, dovrà tradurre in pratica le indicazioni politiche su «azione climatica ed economia circolare».
Gli altri 250mila euro serviranno per «spese tecniche necessarie per la costruzione dell’edificio della scuola Mazzini»: con i fondi successivi della Bei, il Comune conta di aumentare «l’efficientamento energetico di scuole, edifici istituzionali e impianti sportivi di proprietà attraverso la sostituzione degli infissi, dei sistemi di illuminazione, la realizzazione di rivestimenti isolanti e all’installazione di pannelli fotovoltaici».

