Impianto rifiuti da trenta milioni Masci dice sì all’opera contestata

30 Agosto 2022

Il Comune incassa i soldi per finanziare il centro per l’organico e produrre biogas a Città Sant’Angelo Pronti 15 milioni, l’altra metà in arrivo da due società del gruppo Snam: piano per tagliare le bollette

PESCARA. Il Comune di Pescara dà il via libera all’impianto da 30 milioni di euro per trattare i rifiuti organici e produrre biogas. È il primo passo dopo la conquista della maggioranza nel cda della società dei rifiuti Ambiente spa. Il sindaco Carlo Masci vuole partire in fretta con il cantiere a Piano di Sacco, frazione di Città Sant’Angelo: i fondi pubblici, 20 milioni di euro ottenuti grazie a un mutuo contratto con la Bei (Banca europea degli investimenti), sono già pronti; anche i finanziamenti privati, messi sul piatto da due società del gruppo Snam, la Ies Biogas e la Renerwaste, sono disponibili. Con una delibera di giunta, il sindaco detta la rotta «per la realizzazione di un impianto a digestione anaerobica che consentirà di gestire oltre 50mila tonnellate l’anno di rifiuti e di produrre 4 milioni di metri cubi l’anno di biometano».
BOLLETTE E PANNELLI SOLARI Secondo Masci, è l’unica strada per abbattere i costi di trattamento e smaltimento rifiuti e, quindi, tagliare le bollette della Tari a famiglie e imprese: l’obiettivo dell’amministrazione è diminuire le bollette del 30%. E, per raggiungerlo, Masci chiama in causa anche la Pescara Energia che dovrà occuparsi dei piani di efficientamento energetico. Il prestito della Bei, chiamato “Climate action & circular economy”, ammonta a 35 milioni e, oltre al biodigestore o ecovalorizzatore, servirà anche «all’efficientamento energetico di scuole, edifici istituzionali e impianti sportivi di proprietà del Comune attraverso la sostituzione degli infissi, dei sistemi di illuminazione, la realizzazione di rivestimenti isolanti e all’installazione di pannelli fotovoltaici».
L’IMPIANTO CONTESTATO In un rapporto presentato ai cittadini, Ambiente spiega così il progetto per Piano di Sacco, ricalcato da un impianto già in funzione a Foligno e già visitato dagli amministratori pescaresi: «L’eco-impianto proposto ha una potenzialità di 60mila tonnellate annue con una produzione di 3,6 milioni di metri cubi annui di biometano che permetteranno un risparmio pari a più di tremila tonnellate di petrolio». Il costo previsto è di 30 milioni, metà pubblici e l’altra metà privati.
L’AFFARE DEGLI SCARTI Nell’impianto, dice ancora la relazione di Ambiente, sarà trattata la frazione organica differenziata «raccolta principalmente all’interno del bacino territoriale pescarese». Attualmente in provincia di Pescara si producono 33.934 tonnellate di organico annue: è possibile che nell’impianto saranno lavorati anche rifiuti provenienti da fuori. È in questo passaggio – la lavorazione del pattume in arrivo da fuori – che Ambiente, società pubblica composta da 32 Comuni del Pescarese e guidata da Massimo Galasso, potrebbe guadagnare. Secondo il rapporto, serve un impianto per l’organico: «Nella provincia di Pescara la differenziata è al 51,2% con un forte tasso di crescita che prevedibilmente arriverà al 70% entro il 2030. La frazione organica è al 43% della capacità complessiva. Risolvere il problema dello smaltimento dell’organico significa risolvere la parte più consistente dei rifiuti».
IL FRONTE DEL Sì Il sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti, candidato al Senato con Fratelli d’Italia, è schierato per il sì: l’impianto non è dannoso per il territorio, ha detto di fronte ai movimenti dei residenti contrari. Nel rapporto di Ambiente si dice che «negli ultimi due anni, sono entrati in funzione 11 nuovi impianti e oggi se ne contano 27 per la produzione di biometano. Sono strutture che rispettano l’ambiente sotto tutti i profili e possono essere realizzate anche nelle zone più belle, senza arrecare danno estetico e impatto negativo».
GLI ALTRI INTERVENTI Con i soldi della Bei, promette la delibera della giunta Masci, sono in programma anche altri interventi «per l’automazione dell’impianto di trattamento di plastica e metalli sito nel comune di Alanno attraverso l’installazione di attrezzature a lettura ottica, separazione balistica, separazione ad induzione e magnetica che consentirà di incrementare la potenzialità dell’impianto (passando da 1,5 tonnellate/ora di rifiuto lavorato a 4); per la realizzazione di un impianto di recupero di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee); per il rinnovo del parco mezzi aziendale mediante sostituzione dei mezzi più obsoleti con veicoli di nuova generazione più performanti, al fine di migliorare l’operatività del parco veicolare e abbattere al contempo le emissioni inquinanti, privilegiando ove possibile motorizzazioni elettriche, ibride o a basso impatto ambientale».