Imu, niente aumenti: il consiglio conferma le aliquote del 2019

L’assessore Comardi: «Evitate ulteriori spese alle famiglie» Sconti rinviati per chi attiverà la domiciliazione bancaria
MONTESILVANO. Nessuna brutta sorpresa per i montesilvanesi alle prese con il pagamento dell’Imu sui propri immobili che non ha subito alcun aumento per quest’anno. Ieri mattina, il consiglio comunale ha approvato a maggioranza (con 4 astenuti del M5S e Pd) la delibera, già licenziata in commissione Bilancio, contenente le aliquote per l’annualità in corso, senza modificarle rispetto al 2019, nonostante il Comune avesse tale possibilità prevista con l'ultima legge di bilancio.
La decisione è stata presa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ottavio De Martinis, a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19 che ha comportato anche gravi problemi economici per le famiglie e per le diverse categorie produttive. Dopo aver pagato l’acconto entro lo scorso 16 giugno, quindi, i proprietari degli immobili presenti nella città adriatica, dovranno saldare la propria posizione il 16 dicembre pagando lo stesso importo dell’anno precedente. «Le aliquote per l’annualità 2020 sono rimaste invariate rispetto all’anno scorso», evidenzia l’assessore al bilancio Deborah Comardi, «nonostante la legge di bilancio del dicembre 2019 avesse posto, come possibilità, l’aumento delle aliquote dall'1,06% all'1,14%. Considerando il periodo di crisi che stiamo attraversando, fin da subito abbiamo deciso di mantenere le tariffe invariate per andare incontro ai cittadini di Montesilvano e abbiamo fatto di tutto per evitare gli aumenti. Così come avvenuto già per le tariffe Tari, abbiamo voluto dare un segnale alla città evitando ulteriori esborsi per i residenti e per coloro che possiedono immobili a Montesilvano».
Entrando nel dettaglio delle cifre per il calcolo dell’Imu, si va dall’esenzione prevista per le abitazioni principali (categorie da A2 ad A7) fino all’aliquota di 1,20% per gli immobili rurali (categoria D10), passando per l’aliquota ordinaria fissata a quota 1,06%. Quest’ultima cifra è quella applicata anche agli immobili di proprietà di cittadini italiani residenti all’estero, alle aree fabbricabili e ai terreni agricoli.
L’aliquota scende a quota 0,96%, invece, per le categorie catastali che vanno da D1 a D9, ad esempio opifici, case di riposo, istituti di credito, alberghi, locali dedicati ad attività sportive, e per quelli di categoria C1 e C3, ossia negozi, botteghe, laboratori per arti e mestieri. Resta confermata anche la riduzione dell’imposta municipale per gli immobili concessi in comodato d’uso a parenti di primo grado, figli o genitori, che a seconda dei casi varia tra lo 0,50 e lo 0,76%.
Per coloro che possiedono ville e villini come abitazioni principali, l’aliquota è fissata a 0,50% con eventuali ulteriori detrazioni, mentre rimane ferma a quota 0,10% l’aliquota per gli immobili che non siano ancora stati venduti o affittati dai costruttori. È stata ritirata, nel corso del consiglio, invece, la mozione a firma dei gruppi consiliari di opposizione (Pd e M5S) per chiedere una riduzione delle tariffe delle tasse comunali agli utenti che attiveranno la domiciliazione bancaria sulla base di un emendamento al decreto Rilancio varato in commissione Bilancio alla Camera. «Dal momento che l’emendamento è stato approvato solo in commissione e non ha completato il suo iter», spiega Comardi, «per ora non può essere dato per scontato. La mozione è stata ritirata dai proponenti, che avranno la possibilità di ripresentarlo al momento opportuno».
Sempre in tema di tributi locali, stanno arrivando in questi giorni i bollettini per il pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti la cui prima scadenza è slittata al 31 luglio a causa dell’emergenza coronavirus. Nelle scorse settimane il consiglio comunale ha approvato anche l’aggiunta di una rata in più, offrendo ai montesilvanesi la possibilità di effettuare il pagamento annuale in 5 soluzioni con scadenze: 31 luglio, 31 agosto, 30 settembre, 31 ottobre e 30 novembre.
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