In 16mila a letto con l’influenza I bambini colpiti più degli adulti

Sono quasi 2mila i piccoli fino a 4 anni malati. La guida utile per chi può vaccinarsi gratis
PESCARA. Le previsioni per la stagione influenzale non sono positive: l’epidemia sta partendo anche in Abruzzo. Nel bollettino Influnet relativo al monitoraggio dell’infezione, pubblicato il 2 dicembre scorso, la curva dei contagi continua a crescere in modo sostenuto e non è difficile prevedere che già dalla prossima settimana i casi supereranno la soglia considerata di “intensità alta”. Questo sembra confermare le ipotesi di una diffusione anticipata rispetto alla media degli anni passati in cui i casi esplodevano con le vacanze natalizie.
I DATI ATTUALI. Ad oggi si rilevano in Abruzzo 15.767 casi in corso su una popolazione di 1.273.660 residenti (12.38 per mille). Di questi, 1.991 casi si riferiscono a bambini fino ai 4 anni di età, i più colpiti (45.38 casi ogni mille su una popolazione di 43.884 residenti).
La fascia tra i 5 e d i 14 anni conta 2.672 malati, su 109.928 residenti (pari al 24,33 per mille). Nell’ampia fascia compresa tra i 15 ed i 6543 anni, l’infezione sta colpendo 6.465 abruzzesi, su una platea di 801.520 cittadini (pari all’8,06 per mille). Infine sono 2.216 gli over 65 affetti dal virus, su un totale di 318.468 abruzzesi che rientrano in questa fascia d’età (pari al 6,96 per mille). Nella mappa nazionale dell’incidenza l’Abruzzo comunque non è tra le regioni già entrate nella fascia di rischio e fortunatamente ad oggi l’influenza non sembra essere particolarmente aggressiva in termini di possibili complicazioni.
COME PREVENIRLA.
Il modo migliore è il vaccino antinfluenzale. In Abruzzo è gratuito per le fasce di popolazione considerate a rischio, ad esempio: soggetti con 60 anni o più, pazienti a rischio per motivi di salute (per malattie croniche come diabete, malattie immunitarie, cardiovascolari, respiratorie), operatori sanitari a contatto diretto con pazienti a più alto rischio di trasmissione dell’infezione, forze dell’ordine, donne in gravidanza (a prescindere dal trimestre). Il vaccino è raccomandato e gratuito anche per i bambini non a rischio nella fascia che va dai 6 mesi ai 6 anni.
TRASMISSIONE ED INCUBAZIONE.
Nella maggior parte degli adulti sani risulta contagiosa già a partire dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi e lo rimane fino a 5-7 giorni dopo la prima manifestazione della malattia (i bambini rimangono contagiosi anche più di una settimana). Questo significa che si può contagiare ancor prima di capire di essere malati, oltre che quando si manifestano effettivamente i sintomi. Alcune persone contagiate peraltro possono rimanere asintomatiche e comunque diffondere il virus.
Chi ha l’influenza può contagiare direttamente chi si trova nel raggio di circa 2 metri. La maggior parte degli esperti ritiene che i virus influenzali si diffondano perlopiù tramite goccioline diffuse con la tosse, gli starnuti o la saliva quando si parla. Le goccioline atterrano nella bocca o nel naso delle persone vicine al malato e possono essere inalate nei polmoni.
Con minore frequenza, si può essere contagiati toccando una superficie o un oggetto con sopra il virus e poi toccandosi la bocca o il naso. Per evitare il contagio è utile stare lontani dai malati (e per proteggere gli altri è quindi consigliabile rimanere in casa quando si è contagiati a propria volta).
È anche importante lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, atto considerato come più importante in assoluto in termini di prevenzione. Se l’acqua e il sapone non sono disponibili, si può usare un gel a base d’alcol. La biancheria, le posate e i piatti usati dai malati non dovrebbero essere condivisi se non sono ben lavati. Le posate e i piatti possono essere lavate in lavastoviglie o con acqua e detersivo, non è necessario che vengano lavati a parte.
QUANDO CHIAMARE IL MEDICO.
Occorre rivolgersi al medico se i sintomi sembrano guarire, ma poi ritornano, accompagnati dalla febbre e dal peggioramento della tosse. E si raccomanda di rivolgersi immediatamente al pronto soccorso in caso di difficoltà a respirare o fiato corto, labbra rosse o bluastre, dolore o sensazione di pressione a livello del torace o dell’addome, capogiro improvviso, stato confusionale, vomito forte o continuo e convulsioni. La maggior parte delle persone che si ammala presenta sintomi lievi e non deve ricorrere né ad assistenza medica né a farmaci antivirali, andando incontro a guarigione spontanea. Altri soggetti, tuttavia, corrono un rischio maggiore di soffrire di complicazioni che comportano il ricovero in ospedale e in alcuni casi anche il decesso. Polmonite (per esempio da pneumococco, la cui infezione è favorita dal contagio influenzale), bronchite, sinusite ed infezioni dell’orecchio sono tutti esempi di complicazioni frequenti della malattia, che può inoltre peggiorare condizioni croniche, ad esempio chi soffre d’asma può avere degli attacchi più frequenti e severi, chi soffre di insufficienza cardiaca congestizia cronica (se il cuore non è in grado di fornire sangue ricco di ossigeno all'organismo) può presentare un peggioramento.

