In Abruzzo anche profughi fragili La solidarietà non conosce limiti

1 Giugno 2022

Lottano ogni giorno con gravi malattie e hanno bisogno di cure mediche specifiche e assistenza Sono stati ospitati in una casa a Giulianova dopo essere scappati dalle città di Mariupol e Bucha  

Una vita da ricostruire, la guerra da mettersi alle spalle e le difficoltà quotidiane che improvvisamente diventano macigni. Come se le gravi malattie non fossero già un problema grosso per chi è costretto a conviverci dalla nascita. Per i sette ucraini, ospitati a Giulianova, l’Abruzzo è diventato sinonimo di speranza. Sono in prevalenza donne che lottano quotidianamente con gravi malattie: un gruppo da proteggere in una teca di vetro e a cui la nostra regione ha aperto le porte senza limiti di solidarietà, ma forse con un minimo di leggerezza che, fortunatamente, non ha fatto in tempo a trasformarsi in dramma.
IL CORRIDOIO SPECIALE Sono arrivati in Abruzzo il 21 marzo, grazie a un corridoio umanitario speciale organizzato dalla Croce Rossa. Sono persone estremamente fragili che convivono con malattie complesse e problemi motori. Tre di loro si aiutano con una sedia a rotelle, ma ci sono anche malati oncologici che hanno scoperto la bellezza delle passeggiate sul lungomare di Giulianova per allontanare i cattivi pensieri. Dopo essere fuggiti dalle città più devastate dai russi (molti di loro provengono da Bucha e Mariupol), sono riusciti a raggiungere Leopoli. A quel punto è subentrata la Croce rossa che ne ha organizzato la fuga e l’arrivo in Abruzzo. Facevano parte di un gruppo di 21 persone, le altre famiglie sono state dirottate altrove. Il gruppo di sette profughi è stato affidato all’associazione Arci di Pescara, che li ha parcheggiati in un appartamento a Giulianova.
Un’odissea che sembrava finita, ma non è facile gestire persone così delicate, peraltro sconvolte psicologicamente dal fragore delle bombe russe. Come se non bastassero gli ostacoli che la vita ha messo loro di fronte. Le loro case sono state buttate giù e molti non hanno un posto dove tornare quando tutto sarà finito. Ma ora hanno bisogno urgente di assistenza medica continua, di massaggi per lenire i dolori alle gambe e di supporto psicologico per superare i momenti di crisi, oltre che di spazi adeguati dove poter vivere la loro quotidianità.
Il grande cuore dei volontari abruzzesi ha offerto loro uno spiraglio di luce. Ma per le tre di loro che sono in carrozzina la gestione degli spazi all’interno degli appartamenti non è stata facile. A piccoli passi, e dopo alcune difficoltà, per loro presto comincerà davvero una nuova vita. La più piccola, una bimba di 11 anni, ha cominciato a frequentare la prima media a Giulianova. Chi può tra di loro fa lunghe passeggiate in riva al mare, ma per molte di queste donne la vita si svolge solo tra le mura domestiche. L’Abruzzo gli ha teso una mano, le ha caricate sulle proprie spalle ma ora deve offrirgli una prospettiva concreta, consapevole di doversi accollare dei bisogni specifici: c’è chi ha urgenza di prenotare visite oncologiche ed esami ma deve anche assere accompagnato e assistito durante tutto l’iter medico.
Per un po’ di tempo l’hanno fatto i volontari dell’Arci, poi anche i vicini di casa hanno cominciato ad occuparsi di loro, ma gradualmente questi profughi hanno cominciato a sentirsi abbandonati. Due di loro sono stati trasferiti momentaneamente a Martinsicuro, ma si tratta di una sistemazione provvisoria perché servono strutture adeguate per poterli ospitare. E dopo tanta attesa adesso la situazione sembra arrivata ad un punto di svolta. La protezione civile, su segnalazione di Nadia Fedirko, presidente dell’associazione “Aps-La Voce dell’Abruzzo” (in prima linea nel supporto ai profughi ucraini), ha preso in mano la situazione. Si è mossa anche la Caritas di Giulianova, insieme alla Prefettura di Teramo, per portare loro cibo e assistenza. «Gli abbiamo già trovato una sistemazione», spiega Mauro Casinghini, direttore della protezione civile regionale. Cinque saranno trasferiti presto in una residenza per anziani, dove potranno avere tutte le cure necessarie, mentre gli altri due saranno spostati in un albergo sempre nel Teramano.