In corteo per la legalità 300 studenti di San Donato: «Si comincia dalle regole»

I ragazzi di elementari e medie del comprensivo 1 sfilano con i cartelli per il rione Ad accompagnarli, insegnanti, istituzioni e forze dell’ordine per dire no alla mafia
PESCARA. «Segui l’esempio dei buoni e non dei cattivoni». «Avere rispetto delle leggi e degli altri». Il concetto di legalità cresce sui banchi di scuola e lo hanno ben dimostrato ieri mattina i circa 300 tra i bambini e i ragazzi delle elementari e medie del comprensivo 1 che dal piazzale della scuola Einaudi, a San Donato, hanno marciato a piedi fino al parco dell’Accoglienza di via Nenni, insieme agli insegnanti e alle autorità, per dire sì alla legalità e no alla mafia. Ognuno di loro portava un cartello colorato appeso al collo con impressi gli slogan della non violenza. Tra loro, Daniel, 14 anni, della classe 3ª C, che sta preparando la tesina d’esame sulla legalità sulla base degli insegnamenti di don Pino Puglisi e di Giovanni Falcone, il magistrato ucciso dalla mafia 31 anni fa, il 23 maggio 1992.
Alla prima edizione di “Capaci di cambiare, crescere, rispettare, stare alle regole, essere liberi, includere”, organizzata dall'assessorato guidato da Adelchi Sulpizio insieme all’associazione onlus “Prossimità alle istituzioni” presieduta da Domenico Trozzi e al comprensivo 1 diretto dalla preside Teresa Ascione (vice preside Angela Marinelli), hanno partecipato il luogotenente Pierluigi Lupo, comandante dei carabinieri di Pescara; il dirigente della squadra mobile della polizia di Stato, Mauro Sablone; l’ex commissario di polizia, Ennio Di Francesco, amico di Falcone, Borsellino e Cassarà. «Da oggi Capaci non è più un ricordo che evoca dolore, ma questa iniziativa vuole essere un segno di rinascita», ha sottolineato l’assessore Sulpizio, accompagnato dal consigliere comunale Maria Luigia Montopolino, che con gli studenti e le autorità presenti all’evento ha piantato un albero di ciliegio nel giardino della scuola di via Einaudi a San Donato. A seguire, l'esibizione canora della band “Foscolo dream” composta dagli insegnanti che hanno sfilato con gli studenti lungo via Tirino. E hanno raccontato le difficoltà di spiegare la legalità a chi vive nei quartieri difficili.
«Facciamo fatica perché alcuni di loro non sono abituati al rispetto delle regole, come ad esempio l’ingresso in orario a scuola o togliersi il berretto in classe oppure relazionarsi con educazione con gli altri», dice la docente Maria Occhionero, «hanno un atteggiamento aggressivo, spesso spalleggiati dalle famiglie, e se provi a riprenderli e correggerli si offendono».
«Cerchiamo di instillare loro esempi pratici quotidiani di legalità», aggiunge l'insegnante di sostegno Mariella Prencipe, «come ad esempio il rispetto dei compagni e degli insegnanti. Ascoltiamo i loro disagi, a volte sono figli di genitori in carcere oppure orfani, o ragazzi che non ricevono sufficiente educazione dalle famiglie che delegano questo difficile compito alla scuola».
«Non è tanto difficile ma ci vuole molta pazienza con questi ragazzi che chiedono stabilità affettiva, sociale», analizza la docente Martina Perretti, al settimo anno di insegnamento di flauto e sostegno al comprensivo 1, «ci raccontano i loro problemi di abbandoni e solitudine e noi cerchiamo di essere accanto a loro in ogni momento di fragilità». Le associazioni di Protezione civile Eracle-Fisa e Templari Federiciani, coordinate da Marco Schiavone, hanno organizzato le prove di soccorso con i volontari Alessandra Scafati, Federico Ceccarelli, Mila Sclocco, Roberta Pomponio, William D’Amico e Ranieri Di Battista con i cani Giada, Athena, Lloyd, Tiger e Pigro.

