In crisi anche la scuola di musica con l’abolizione dei voucher

4 Aprile 2017

Montesilvano, dopo aver azzerato il servizio dei Nonni vigile il Comune deve studiare un modo alternativo per pagare gli insegnanti senza partita Iva. Un’ipotesi è il ricorso alle agenzie interinali

MONTESILVANO. Il decreto legge che abolisce l'utilizzo dei voucher continua a creare disagi a Montesilvano. Dopo i Nonni vigile, ai quali per il momento il Comune ha dovuto rinunciare, a pagare le spese della decisione del consiglio dei ministri sono ora anche gli insegnati della scuola comunale di musica. A renderlo noto sono i consiglieri del movimento Cinque stelle, Cristhian Di Carlo, Paola Ballarini e Gabriele Straccini, i quali sollecitano l'amministrazione a trovare una soluzione al problema.

«L'abolizione dei voucher da parte del governo sta causando una situazione incresciosa nella scuola comunale di musica», sottolineano. «Una buona parte degli insegnanti, infatti, veniva retribuita con questo strumento, adottato per far fronte alla cattiva situazione che da tempo investe il bilancio comunale. La soluzione finora prospettata, in sostituzione dei voucher, sembrerebbe quella di avvalersi di un'agenzia interinale, fino alla chiusura dell'anno scolastico. Ciò però comporterebbe una drastica caduta delle retribuzioni orarie degli insegnanti, già ridotte al minimo».

A detta dei 5 Stelle, l'abolizione dei voucher rischia di compromettere l'offerta formativa della scuola. «Pensiamo che i piccoli studenti di musica debbano essere messi nella condizione di terminare l'anno scolastico in un ambiente sereno, non condizionato da discutibili decisioni orientate al risparmio a tutti i costi», proseguono. «Al netto delle scuole, l'amministrazione comunale non spicca per iniziative di crescita per i nostri ragazzi, non dimostra particolare propensione a organizzare eventi artistici o culturali. Dovrebbe pertanto riconoscere, soprattutto con i fatti, i tanti sacrifici sostenuti da genitori e insegnanti, per garantire un degno futuro a una istituzione ormai patrimonio della città e ammirata anche dai centri vicini».

A garantire che le questioni burocratiche non incideranno minimamente sull'offerta della scuola è la direttrice Donatella Columbaro, esclusa dal problema poiché detentrice di partita Iva. «È vero», dice, «ci troviamo davanti a un problema che coinvolge la maggior parte dei 26 insegnanti della scuola. Per il momento, abbiamo ancora dei voucher già comprati, quindi utilizzabili, ma stiamo già cercando, insieme con i nostri consulenti, le soluzioni migliori per mettere gli insegnanti nelle condizioni di continuare a lavorare senza ripercussioni per gli studenti e senza mortificazioni economiche». Tra le soluzioni prospettate: l'apertura della partita Iva o l'assunzione tramite agenzie interinali. E qualora qualcuno dovesse decidere di rinunciare all'impegno, «sarà una scelta personale che rispetteremo. In quel caso, attingeremo alle ricche graduatorie per garantire il livello dell'offerta». (a.l.)

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