In Italia la popolazione scende sotto i 59milioni di cittadini. Il calo maggiore nel Sud
In Italia la popolazione al 1° gennaio 2024 è in calo ed è pari a 58 milioni 990mila unità. La variazione però rivela un quadro eterogeneo tra le ripartizioni geografiche. Nel Mezzogiorno la...
In Italia la popolazione al 1° gennaio 2024 è in calo ed è pari a 58 milioni 990mila unità. La variazione però rivela un quadro eterogeneo tra le ripartizioni geografiche.
Nel Mezzogiorno la variazione è negativa, -4,1 per mille. Nel Nord, invece, la popolazione aumenta del 2,7 per mille. Stabile quella del Centro (+0,1 per mille). A livello regionale, la popolazione risulta in aumento soprattutto in Trentino-Alto Adige (+4,6 per mille), in Lombardia (+4,4 per mille) e in Emilia-Romagna (+4,0 per mille). Le regioni, invece, in cui si è persa più popolazione sono la Basilicata (-7,4 per mille) e la Sardegna (-5,3 per mille).
Con appena 379mila bambini venuti al mondo, il 2023 mette in luce l’ennesimo minimo storico di nascite, l’undicesimo di fila dal 2013, evidenzia l’Istat. Un processo, quello della denatalità, che dal 2008 (577mila nascite) non ha conosciuto soste.
I decessi (661mila nel 2023) in Italia registrano una diminuzione di 54mila unità sull’anno precedente. Il calo del numero totale coinvolge soprattutto la popolazione anziana.
Il 75% della diminuzione rilevata interessa, in particolare, individui di almeno 80 anni di età. Una fascia di popolazione, quest’ultima, particolarmente colpita negli anni della pandemia durante i quali è risultata sottoposta a un significativo eccesso di mortalità anticipata, soprattutto nella sua componente più fragile.
Lo evidenzia l’Istat nel report «Indicatori demografici. Anno 2023», da cui emerge che la mortalità precoce di tali individui osservata a varie ondate nell’arco del triennio che va dal 2020 al 2022, anni durante i quali si sono avuti rispettivamente 740mila, 701mila e 715mila decessi, ovvero i massimi mai riscontrati in precedenza. (u.c.)
Nel Mezzogiorno la variazione è negativa, -4,1 per mille. Nel Nord, invece, la popolazione aumenta del 2,7 per mille. Stabile quella del Centro (+0,1 per mille). A livello regionale, la popolazione risulta in aumento soprattutto in Trentino-Alto Adige (+4,6 per mille), in Lombardia (+4,4 per mille) e in Emilia-Romagna (+4,0 per mille). Le regioni, invece, in cui si è persa più popolazione sono la Basilicata (-7,4 per mille) e la Sardegna (-5,3 per mille).
Con appena 379mila bambini venuti al mondo, il 2023 mette in luce l’ennesimo minimo storico di nascite, l’undicesimo di fila dal 2013, evidenzia l’Istat. Un processo, quello della denatalità, che dal 2008 (577mila nascite) non ha conosciuto soste.
I decessi (661mila nel 2023) in Italia registrano una diminuzione di 54mila unità sull’anno precedente. Il calo del numero totale coinvolge soprattutto la popolazione anziana.
Il 75% della diminuzione rilevata interessa, in particolare, individui di almeno 80 anni di età. Una fascia di popolazione, quest’ultima, particolarmente colpita negli anni della pandemia durante i quali è risultata sottoposta a un significativo eccesso di mortalità anticipata, soprattutto nella sua componente più fragile.
Lo evidenzia l’Istat nel report «Indicatori demografici. Anno 2023», da cui emerge che la mortalità precoce di tali individui osservata a varie ondate nell’arco del triennio che va dal 2020 al 2022, anni durante i quali si sono avuti rispettivamente 740mila, 701mila e 715mila decessi, ovvero i massimi mai riscontrati in precedenza. (u.c.)

