In trappola banda di ladri specializzati in grandi colpi

In tre sorpresi in un garage dopo il maxi furto in un calzaturificio a Fermo Avevano un disturbatore di frequenza e materiale per scassinare casseforti
PESCARA. Scarpe pregiate, rubate in un calzaturificio situato nelle Marche e poi nascoste in un garage di via Emilio Casella, a Cepagatti. Tante scarpe, 522 paia in tutto, per un valore di circa 60mila euro, e poi due tele dell'800 e una serie di arnesi da scasso per ladri professionisti.
E' il materiale che i carabinieri hanno scovato e sequestrato due sere fa dopo aver ricevuto la segnalazione di un cittadino che ha notato un gruppetto di persone nella rimessa e si è subito rivolto al 112, facendo arrivare una pattuglia. Nel garage c'erano quattro uomini, indaffarati a smistare la refurtiva: uno è fuggito immediatamente, all'arrivo della pattuglia, mentre gli altri tre, tutti romeni, sono stati identificati e poi sottoposti a fermo per ricettazione e condotti in carcere, essendoci il pericolo della fuga. Sono Vasilica Ciubotaru, 35 anni, Florin Daniel Muresan e Valentin Druga, 34 anni, il primo di Montesilvano e gli altri due di Penne.
Dopo l'irruzione nel garage sono partiti gli accertamenti dei carabinieri, diretti dal maresciallo Vincenzo Volpe, per capire da dove arrivasse tutta quella merce, essendo chiaro che si trattava di scarpe rubate, e si è scoperto che le calzature, da uomo e da donna, sono state rubate nella notte tra lunedì e martedì in un calzaturificio di Monte San Pietrangeli, in provincia di Fermo, dove vengono prodotte (è l'unico concessionario in Italia). I ladri sono entrati forzando una porta antipanico. Hanno estratto le calzature dalle scatole, le hanno infilate in 32 bustoni di plastica e caricate su un furgone dell'azienda derubata, che poi è sparito nel nulla. Prima di andarsene la banda ha forzato una macchinetta distributrice di caffè, rubando 64 euro dalla cassettiera. Il tutto è stato ritrovato a Cepagatti, in un anonimo garage situato al centro del paese, e in quel locale c'erano anche due tele dell'800 di provenienza sconosciuta che sono state affidate ai carabinieri del reparto Tutela patrimonio culturale per gli accertamenti, finalizzati a capirne il valore e appurare dove e quando sono state rubate. Le scarpe, di marca Alexander Smith e Bruno Magli, hanno un valore al dettaglio che va dai 250 ai 400 euro al paio ed erano destinate al mercato londinese, in Inghilterra. Non erano assicurate e la vittima del furto, dopo aver saputo con grande gioia del ritrovamento, è arrivata a Cepagatti per riconoscere la refurtiva, che non era assicurata.
Per i carabinieri di Cepagatti e per quelli della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Claudio Scarponi, non c'è dubbio sul fatto di aver scovato una banda di professionisti, e lo dimostra l'attrezzatura da ladri che i tre romeni custodivano nel garage, completa e da specialisti.
Oltre a un passamontagna, un tirapugni, uno sfollagente telescopico in metallo, una fondina per pistola, un pugnale e undici piedi di porco, i romeni avevano due jammer, cioè disturbatori di frequenza in grado di isolare telefoni cellulari e sistemi di allarme, un cric idraulico, due accette, quattro fiamme ossidriche con bombole di gas munite di cannelli, necessarie per aprire casseforti, otto mole, una scaletta a corda, nove astucci con una serie di spadini e passe-partout, sei ricetrasmittenti, due scanner, tre martelli pneumatici, e poi ancora picconi e martelli. A completare gli arnesi da lavoro un palo da "lap dance" che potrebbe essere stato utilizzato, in abbinamento con un cric idraulico, per abbattere pareti di strutture prefabbricate.
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