Incassi dell’Imu, è ancora scontro Il M5S: fuori gli atti dei pagamenti I grillini rilanciano: «Serve trasparenza sulle cartelle di Regione, Ater, Demanio e scuole private» Sui saldi degli istituti paritari, Seccia invoca la privacy: «I detrattori devono studiare prima di parlare»

PESCARA. I pagamenti dell’Imu eseguiti dalla Regione Abruzzo, dall’Ater di Pescara, dal ministero dell’Economia per i beni demaniali e dalle scuole private sono ancora al centro dello scontro...
PESCARA. I pagamenti dell’Imu eseguiti dalla Regione Abruzzo, dall’Ater di Pescara, dal ministero dell’Economia per i beni demaniali e dalle scuole private sono ancora al centro dello scontro politico tra il M5S, che denuncia il rischio di un buco da 30 milioni di euro, e l’assessore alle Finanze Eugenio Seccia di Forza Italia. E Seccia, dopo la polemica di lunedì in consiglio comunale, attacca i «detrattori»: «Se chi accusa avesse letto meglio le norme susseguitesi negli anni, probabilmente, non ci sarebbe stata occasione per fare brutta figura. Lo studio prima di parlare è fondamentale».
CIFRE CONTESTATE In base alle cifre anticipate dal Centro _ gli importi sono contenuti in una relazione dell’Adriatica Risorse, la municipalizzata della riscossione dei tributi, preparata per l’assessore in risposta alle interrogazioni del M5S _, per il 2022 la Regione avrebbe pagato appena 499 euro, l’Ater 74.799 e il ministero dell’Economia 2.530; nessuna informazione sugli importi versati dalle scuole paritarie se non la certezza che «il Comune di Pescara ha sovvenzionato nel corso degli anni 2012-2022 gli istituti». «Da queste cifre, è evidente che qualcosa non torna», dicono i consiglieri comunali del M5S Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo, autori di quattro interrogazioni fotocopia risalenti al 24 luglio scorso per sapere quanto ha incassato il Comune dal 2016 fino a oggi.
«DISCREPANZE» Sulla relazione dell’Adriatica Risorse si parla di «discrepanze di importi tra il dovuto e il versato». I consiglieri M5S chiedono: «A quanto ammontano queste discrepanze e perché si registrano. Restiamo in attesa di una risposta scritta che finora non ci è stata fornita». Questo il caso della Regione: tra il 2012 e il 2014, con meno di 20 edifici e 9 terreni, la Regione avrebbe versato circa 70mila euro all’anno. Nel 2015, l’Imu pagata dalla Regione ammonterebbe a 35mila euro mentre, dal 2016 in poi, ci sarebbe una discesa vertiginosa nei versamenti: soltanto 931 euro nel 2016 e poi, tra il 2017 e il 2022, l’importo sarebbe crollato fino a meno di 500 euro. L’Ater, proprietaria di 3.713 fabbricati e 24 terreni in città, negli ultimi dieci anni, avrebbe fatto pagamenti per circa 75mila euro l’anno: a confermarlo, oltre al documento dell'Adriatica Risorse, anche una nota del presidente Mario Lattanzio e del direttore Gianni D’Addazio: «Per il 2012 l’Ater ha versato al Comune di Pescara 1.192.258 euro e il pagamento, tenuto conto dell’importo, è avvenuto in 72 rate mensili». Ma, secondo i vertici Ater, a causa di un cambio nella normativa il pagamento non sarebbe dovuto più. «La dichiarazione del presidente dell’Ater», dicono i consiglieri M5S, «è un campanello d’allarme: non c’è chiarezza su cosa sia stato pagato e per quali annualità. Vogliamo dal Comune una risposta esaustiva e che qualcuno ci spieghi perché l’Ater non dovrebbe pagare l’Imu mentre, secondo noi, i versamenti sono dovuti come dicono le sentenze anche il regolamento Imu del Comune».
CASO DEMANIO Il ministero dell’Economia – 181 fabbricati e 38 terreni – avrebbe versato, tra il 2015 e il 2018, circa 20mila euro l’anno. Ma, dal 2020, la cifra si sarebbe abbassata progressivamente fino ad appena 2.530 euro del 2022. «Anche per il Demanio vogliamo sapere il motivo di tale discrepanza».
SCUOLE PRIVATE E PRIVACY Sulle scuole private, Seccia invoca la legge sulla privacy: «Sul punto gli uffici ritengono di non poter comunicare i dati richiesti, l’ostentazione degli stessi infatti creerebbe un pregiudizio alla tutela dei dati personali dei soggetti controinteressati», recita la relazione. «Si tratta di enti che forniscono un servizio scolastico paritario a fronte del pagamento di una retta e pertanto sono soggetti al pagamento dell’Imu», dicono dal M5S, «noi vogliamo sapere se le tasse sono state pagate e a quanto ammontano le sovvenzioni del Comune. Non vogliamo sapere dati sensibili e non esiste una caccia alle streghe: vogliamo soltanto essere sicuri che il Comune abbia gli incassi dovuti e che ci siano le entrate correnti per la manutenzione delle strade, del verde e degli edifici pubblici, per i servizi sociali e gli asili nido».

