Incastrati dalle telecamere dopo il furto in gioielleria

8 Febbraio 2015

Fingendosi clienti hanno portato via un rotolo di preziosi di circa 30mila euro da un negozio in centro. I carabinieri scovano e arrestano una coppia a Roma

PESCARA. Incastrati dalle telecamere. Umberto Molamed, 53 anni, e Laila Carbone, 47, entrambi romani, sarebbero gli autori del furto di gioielli di circa 30mila euro messo a segno a metà gennaio in una gioielleria del centro. Ad arrestarli sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Chieti (a cui i titolari della gioielleria avevano presentato denuncia), in collaborazione con i colleghi di Frascati e di Tor Bella Monaca e in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Pescara, Michela Di Fine, su richiesta del pm Giuseppe Bellelli.

Questi i fatti secondo la ricostruzione degli investigatori: a gennaio la coppia, ben vestita e distinta, si presentata nella gioielleria chiedendo di poter acquistare alcuni gioielli di notevole valore. I due si trattengono a lungo e, mentre la donna chiede di visionare vari articoli in modo da far aprire più volte la cassaforte alla titolare, l’uomo si avvicina alla vetrina del negozio cercando di distrarla con domande sugli oggetti esposti. Dopo oltre mezz’ora la coppia si congeda promettendo, però, di ritornare l’indomani per definire un importante acquisto.

Il giorno successivo, la titolare, nel mostrare dei preziosi ad altri clienti si accorge che un rotolo con importanti gioielli, è sparito. Resasi conto di essere stata derubata dalla coppia del giorno prima, a quel punto la titolare si rivolge ai carabinieri fornendo i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza. Filmati che hanno consentito di ricostruite tutte le fasi del furto, caratterizzate da una tecnica verosimilmente utilizzata già in altre circostanze. I carabinieri della compagnia di Chieti agli ordini del capitano Federico Fazio hanno notato come la donna, dopo aver poggiato la sua borsa vicino al rotolo di panno esposto sul bancone dalla proprietaria, era riuscita ad afferrarlo con una mossa fulminea e a nasconderlo tra il suo corpo e la borsa stessa, dimostrando una non comune agilità e freddezza nei movimenti. Subito dopo i due si erano allontanati promettendo di ritornare il giorno seguente. I carabinieri, attraverso una complessa attività investigativa basata su riconoscimenti e verifiche incrociate anche con altri episodi analoghi avvenuti in tutta Italia, sono riusciti a dare un nome agli autori. Di qui le ordinanze che hanno portato i due in carcere, lui a Regina Coeli e lei a Rebibbia. La perquisizione ha permesso di recuperare un orologio di valore e denaro contante, dei quale i due non hanno saputo spiegare la provenienza. Non si esclude che la coppia sia responsabile di analoghi furti in zona. Le indagine dei carabinieri proseguono.

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