Inchiesta Parco Lavino D’Incecco dal gip «Chiarita la posizione»

24 Maggio 2018

Chiesta l’interdizione per l’ex dirigente della Provincia Il suo avvocato: «Fornita una ricostruzione chiara»

PESCARA. Sono da poco passate le 14 quando l'ingegner Paolo D'Incecco, ex dirigente ai Lavori pubblici della Provincia di Pescara, esce da una delle aule del primo piano del tribunale. Il faccia a faccia con il gip Gianluca Sarandrea dura oltre tre ore. Presente anche il procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, titolare dell'inchiesta.
D'Incecco, tra i nove indagati nel procedimento sull’appalto da 3,5 milioni di euro per realizzare il Parco sul fiume Lavino, inserito tra i 77 progetti del Masterplan, a Lettomanoppello, risponde a tutte le domande del giudice «chiarendo e spiegando», dice il suo difensore, l'avvocato Marco Spagnuolo, «la sua posizione, il ruolo, la funzione e le iniziative che ha assunto sempre nell'interesse superiore dell'ente». L'accusa ritiene che sarebbe stato turbato «il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto dell'iter selettivo volto alla scelta dei liberi professionisti da incaricare nell'ambito della procedura relativa alla fase progettuale preliminare ed esecutiva del Parco». Questo, sempre a giudizio dell'accusa, sarebbe avvenuto "mediante mezzi fraudolenti". «Rispetto alle contestazioni», sottolinea l'avvocato Spagnuolo, «D’Incecco ha fornito una ricostruzione chiara, di sostanziale estraneità rispetto alle ipotesi di reato contestate, che riteniamo francamente non essere sussistenti». Entrando nello specifico, si potrebbe osservare che la fase attuativa del Parco del Lavino sarebbe stata avviata solo con la sottoscrizione della convenzione attuativa, tra Regione e Provincia di Pescara, datata marzo 2018. Questo potrebbe significare che prima di questo atto non era possibile avviare alcunché né relativamente alla progettazione, né ad eventuali interventi da eseguire sui territori che beneficiano dell'iniziativa.
Un punto, dunque, a favore della difesa, che porta a chiedersi: è possibile pertanto ritenere che si stesse in qualche modo ragionando di affidamenti in una fase in cui la Provincia di Pescara non aveva neanche i fondi del Masterplan e non era stata ancora sottoscritta la convenzione del marzo 2018? La risposta a questo ed altri interrogativi potrebbe arrivare, almeno in parte, dalla decisione del gip sulla richiesta di interdizione temporanea dai pubblici uffici avanzata dalla Procura per D'Incecco, che dal gennaio 2018 è in servizio al Comune di Pescara. Sarandrea dovrà anche pronunciarsi sull'interdizione temporanea dalla professione chiesta per l’architetto Gianluca Marcantonio, anche lui indagato. Tra gli altri indagati ci sono anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, Le accuse, a vario titolo, sono atti propedeutici alla turbativa d'asta, corruzione e falso ideologico in atto pubblico.