Inchiesta sul depuratore di Pretaro 5 ore di controlli in mare e sui tubi

Divieti di balneazione a Francavilla e Pescara, via agli accertamenti di Forestale e Capitaneria Prelevati campioni di acqua e scarichi fognari. Luciani: «Ora la procura punisca i responsabili»
FRANCAVILLA. Più di 5 ore di controlli, dal mare di Fosso Pretaro fino al depuratore. Ieri, ha fatto un passo avanti l'inchiesta sull'inquinamento del mare che l'estate scorsa ha provocato i divieti di balneazione al confine tra Francavilla e Pescara: dopo le acquisizioni al Comune di Francavilla, gli agenti della forestale di Chieti e il personale della guardia costiera di Ortona hanno risalito la conduttura finita sotto accusa. Per ora, l’indagine, coordinata dalla pm Lucia Campo, è senza indagati anche se il fascicolo ha un’ipotesi di reato: inquinamento ambientale.
L’operazione è partita dal mare: i sommozzatori della guardia costiera hanno accompagnato gli agenti della forestale in acqua per prelevare dei campioni nel punto in cui fuoriesce lo scarico del depuratore. Poi, si è passati a esaminare la conduttura con dei reagenti ma scoprire la falla non sarà facile: è dall’estate scorsa che l’Aca, il gestore del depuratore, va alla ricerca della rottura ma finora niente è stato scoperto. Atto finale della verifica è stata un’ispezione al depuratore: la forestale ha raccolto dei campioni dei reflui. Adesso, saranno le analisi a stabilire se c’è ancora inquinamento oppure no: di certo, durante il mese di agosto, l’Arta ha accertato valori oltre i limiti per gli enterococchi e l’escherichia coli. In quel mese, sono stati riscontrati 6 superamenti nello specchio d’acqua di Francavilla (100 metri a sud della foce) _ anche se i limiti sono stati sfiorati più volte _ e due a Pescara (100 metri a nord della foce). Gli ultimi controlli eseguiti dall’Arta risalgono al 16 settembre scorso.
«Spero che si faccia chiarezza e che, se esistono, siano puniti i responsabili dell’inquinamento del mare. Non vogliamo passare un’altra estate nera», commenta il sindaco Antonio Luciani, «ho scritto una lettera al governatore Luciano D’Alfonso affinché intervenga sui vertici dell’Aca perché io continuo a scrivere lettere di sollecito ma non ci sono novità né per la riparazione delle rotture delle tubazioni né per i lavori di ammodernamento dell’impianto. Se servono 200-300 mila euro per i lavori e non l’Aca non interviene con la scusa della mancanza di fondi, mi chiedo perché sia stato approvato un bilancio con un utile superiore ai due milioni di euro. Ricordo che io non ho approvato quel bilancio». Il sindaco non ha presentato un esposto come annunciato 6 mesi fa: «L’ho preparato, insieme agli allegati, ma, quando stava per essere presentato, la forestale è venuta in Comune per acquisire della documentazione. Il Comune ha fornito la massima collaborazione e consegnato la documentazione».
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