Incognita vaccini I medici alla Regione: minacce dai pazienti

4 Dicembre 2020

Confronto con l’assessore Verì e il direttore D’Amario  «Fatichiamo a spiegare che il ritardo non è colpa nostra»

PESCARA. Medici di base minacciati dai pazienti che chiedono il vaccino antinfluenzale per scongiurare le conseguenze della malattia, a poche settimane dall’avvio del picco, intorno a Natale, e che come ogni anno aumenta la sua potenza a gennaio e febbraio. La terza partita di 23mila dosi (le prime due di 34mila e 6mila sono già andate esaurite tra ottobre e novembre) dovrebbe arrivare entro questa settimana, come rassicurano i vertici dell'azienda sanitaria, seppur tra dubbi e incertezze. Nell'attesa dei vaccini, i medici di famiglia, sempre più «preoccupati e allarmati» per le sorti dei loro pazienti con patologie a rischio, chiedono risposte alla sanità regionale: «Chi ha sbagliato? Perché questi ritardi? Quando sono stati prenotati e acquistati i vaccini?».
Tredici domande in tutto rivolte ieri mattina dai rappresentanti dei sindacati dei medici territoriali, Franco Pagano (Fimmg), Silvio Basile (Smi) e Nicola Grimaldi (Snami); Amedeo Spinelli e Piero Di Saverio per i pediatri di famiglia, all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì e al direttore del dipartimento sanità Claudio D' Amario, nel corso della seduta in remoto con gli esponenti della commissione Vigilanza del consiglio regionale presieduta da Pietro Smargiassi. In collegamento anche i consiglieri Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli. La riunione, prevista per le 12,30, è slittata alle 13 passate e dopo una serie di problematiche tecniche e ritardi degli ospiti, come hanno spiegato i partecipanti, è stata rinviata a giovedì prossimo «senza ottenere alcuna risposta», si rammaricano i medici di base.
«Se prima eravamo preoccupati, ora siamo allarmati», è il commento di Silvio Basile, Sindacato medici italiani. «La situazione diventa sempre più esasperante, i pazienti hanno paura di ammalarsi e non sappiamo più cosa dire loro per calmarli. Il nostro timore», prosegue, «è che, a causa di questi rimpalli di responsabilità, saremmo costretti a riferire che quest'anno non riusciremo a vaccinare tutti. Stiamo lottando per evitare questo, la protezione delle mascherine ci sta aiutando a rallentare il contagio influenzale». Ma il tempo è tiranno quando è in gioco la salute dei cittadini: «Il picco dell'influenza è atteso per Natale con elevazione a gennaio e non possiamo certo scegliere a chi dare o non dare i vaccini quando arriveranno».
Ma quanti ne arriveranno? La Asl di Pescara ne ha ordinati 92mila per la campagna 2020-2021, 21mila più dello scorso anno. Entro domenica è attesa una fornitura di 23mila dosi, 40mila sono già sfumate, ne mancano all'appello 29mila. Rivela, Basile, di non essersi ancora vaccinato: «Mi sono lasciato per ultimo». Prima vengono i pazienti, che non si rassegnano ad avere la dose. «Stanchi e impauriti» da un ritardo mai visto nella storia delle campagne influenzali, fino all’anno scorso i medici dovevano pregare i malati per vaccinarsi, oggi gli stessi pazienti si ribellano «fino ad arrivare a minacciare i loro medici» svela Franco Pagano, presidente Fimmg (Federazione medici di famiglia). «Facciamo difficoltà a spiegare che noi non c’entriamo con questo clamoroso ritardo. Chi se ne assumerà la responsabilità? Ci hanno creato disguidi enormi. Per ogni rinvio dobbiamo far saltare le agende, riorganizzare le prenotazioni, spostare gli appuntamenti e affrontare la, seppur comprensibile, animosità dei pazienti». E sui vaccini anti Covid, l'interrogativo di Pagano è: «Nella prima tornata di distribuzione delle dosi al personale sanitario, ci rientrano anche i medici di famiglia e i pediatri?».