Incubo furti, ora è caccia ai ladri delle bici

1 Novembre 2022

Video al vaglio dei carabinieri, ma il fenomeno è vasto. Il rivenditore: 8 clienti su 10 sono stati derubati

PESCARA. Carabinieri a caccia dei due uomini che, qualche giorno fa, in viale Marconi, in pieno giorni e tra i passanti, hanno rubato la bicicletta legata a un palo, di proprietà di una pescarese. L’intera scena, durata pochi secondi, è stata interamente ripresa dalle telecamere di un negozio della zona. E ora attraverso quel video, i militari dell'Arma della compagnia di Pescara, diretti dal maggiore Monica Dallari, stanno cercando di identificarli.
Nel filmato si vedono i due scendere da un autobus, parlottare fra di loro per qualche minuto e poi entrare in azione. Per la vittima, quello dell’altro ieri è il sesto furto di bici in tre anni. Non se ne stupisce affatto Roberto Finocchio, che da oltre quindici anni gestisce “Il biciclettaio”, attività di vendita e noleggio biciclette in centro. «La situazione», sottolinea, «va peggiorando. I furti sono diventati molto frequenti. Alla stragrande maggioranza delle persone che vengono da me, 10 su 8, è stata rubata la bicicletta. Tanti mi raccontano che è la seconda, terza volta a cui è stata portata via, oppure mi dicono di averla lasciata per pochissimi minuti per entrare in un negozio e di non averla trovata più. Ne rubano molte», prosegue Finocchio, «davanti agli stabilimenti balneari e persino sotto le telecamere. In generale, non c’è un tipo di bici che i ladri prediligono. Quelle che trovano a portata di mano, prendono. Così come non c’è una stagione, in cui i furti sono di più. Ci sono sempre, d’estate come d'inverno. Ultimamente, nel mirino dei ladri ci sono le biciclette elettriche. E non solo», fa presente, «da quello che sento dai clienti, rubano anche i singoli pezzi delle bici: le selle e le ruote». Per il negoziante, la conseguenza di tutti questi furti è che poi la gente tende a comprare sempre di meno le biciclette nuove.
«Le persone», sottolinea, «cercano l’usato. Dopo la seconda volta che si vedono portare via la bici, hanno paura e mi chiedono mezzi vecchi. Capita che spendono fra i 70 e i 100 euro per una bici di seconda mano, poi però vogliono una catena buona fra i 40 e i 50 euro. Avere una catena buona è fondamentale. Così come, a mio avviso, è importante la punzonatura come deterrente. Il balordo di turno ci pensa due volte prima di provare a rubare una bicicletta identificabile, e quindi difficile da rimettere in circolo».
«Il problema», fa presente Filippo Catania, presidente di Fiab Pescarabici, «sono proprio i balordi. Più volte, noi della Fiab abbiamo sollecitato il Comune a mettere degli stalli adeguati. Sui duemila che ci sono in città, solo 480 vanno bene perché assicurano il telaio più che la ruota. E, inoltre, è importantissimo avere una catena adeguata in acciaio cementata. Le altre si aprono e si tagliano facilmente con una piccola cesoia. Altro consiglio che mi sento di dare, per evitare spiacevoli sorprese è di cercare di lasciare le biciclette in posti frequentati e soprattutto mai di notte all’aperto».
Anche per Catania, sia come deterrente sia eventualmente in caso di ritrovamento della bici rubata, fondamentale è la punzonatura. «È molto importante», spiega, «perché rende identificabile il proprio mezzo, più del numero di telaio, visto che lega alla bicicletta il codice fiscale del proprietario. Si tratta di un servizio messo a disposizione dal Comune di Pescara, di cui si occupa la Fiab. Viene effettuato nella ciclostazione di Porta Nuova, nel piazzale della stazione».
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