Influenza, 337mila dosi di vaccini Dal 10 ottobre parte la campagna

Astrazeneca, Sanofi e Seqirus si aggiudicano l’appalto con un importo finale di 4,8 milioni
PESCARA. Vaccinazione antinfluenzale, le dosi ci sono. L’Areacom, il braccio operativo della Regione Abruzzo in materia di grandi appalti, ha chiuso ieri la procedura della gara vinta dalle aziende farmaceutiche Astrazeneca, Sanofi e Seqirus, che si è assicurata la fornitura più consistente. I cinque lotti dell’appalto sono stati aggiudicati alla cifra complessiva di 4.795.150 euro, su una base d’asta di oltre 5,8 milioni di euro. Il numero totale di dosi acquistate dalla Regione è di 337.100 unità, di cui 12.800 sotto forma di spray, adatte per la profilassi dell’influenza nei bambini. Tutte le altre sono in fiala, e quindi comportano un’iniezione intramuscolare.
Dall’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, arriva anche l’indicazione del giorno di inizio della campagna vaccinale: si parte giovedì 10 ottobre, come data comune nell’intera regione. Entro la fine di settembre, invece, il Dipartimento regionale Salute e Welfare manderà alle quattro Asl abruzzesi le indicazioni operative. L'organizzazione della campagna sarà infatti gestita dalle singole Aziende sanitarie locali, che potrebbero anche differire di qualche giorno l'avvio delle somministrazioni.
PER CHI è GRATUITA
E CONSIGLIATA
La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente raccomandata ed effettuata gratuitamente dal medico curante quando ricorrono i seguenti casi. Persone di età pari o superiore a 60 anni, donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza e nel periodo “postpartum”, persone dai 7 anni ai 60 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza come malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio e dell’apparato cardio-circolatorio; diabete mellito e altre malattie metaboliche, inclusi gli obesi; insufficienza renale/surrenale cronica; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; tumori e in corso di trattamento chemioterapico; malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da Hiv; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali; patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici; patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad esempio malattie neuromuscolari); epatopatie croniche.
E ancora: bambini sani nella fascia di età 6 mesi - 6 anni compresi, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; persone di qualunque età ricoverate presso strutture per lungodegenti; familiari e contatti (adulti e bambini) di persone ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che la persona a rischio sia stato o meno vaccinata). Infine persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo come medici e personale sanitario/socio sanitario, forze di polizia, Vigili del fuoco e infine donatori di sangue.
COME SI VIENE
CONTAGIATI
L'influenza è trasmessa principalmente dalle goccioline diffuse attraverso la tosse o gli starnuti e può anche essere trasmessa attraverso il contatto diretto o indiretto con le secrezioni respiratorie contaminate. Il periodo di incubazione è solitamente di due giorni, ma può variare da uno a quattro giorni. Gli adulti possono essere in grado di diffondere l'influenza ad altri da un giorno prima dell'inizio dei sintomi a circa cinque-sette giorni dopo. I bambini e le persone con un sistema immunitario indebolito possono essere più contagiosi e diffondere il virus per più giorni.
LA CIRCOLARE
DEL MINISTERO
«L’influenza rappresenta sia un serio problema di Sanità pubblica», esordisce Francesco Vaia, direttore generale del Ministero della Salute, nella circolare inviata alle Regione, «sia una rilevante fonte di costi diretti e indiretti per la gestione dei casi e delle complicanze della malattia e l’attuazione delle misure di controllo ed è tra le poche malattie infettive che di fatto ogni individuo sperimenta più volte nel corso della propria esistenza indipendentemente dallo stile di vita, dall’età e dal luogo in cui vive».
«Le epidemie», continua Vaia, «possono provocare alti livelli di assenteismo in ambito scolastico e lavorativo e perdite di produttività. Gli accessi al Pronto soccorso e i ricoveri per influenza possono aumentare durante i picchi della malattia. Le persone anziane, i bambini più piccoli, le donne in gravidanza e le persone con malattie croniche sono maggiormente soggetti a forme gravi, ma tutta la popolazione può sviluppare gravi complicanze, tra cui polmonite, miocardite ed encefalite, che possono portare al decesso».
«Il tasso di mortalità complessivo stimato legato all’influenza», infine si sottolinea nella circolare ministeriale, «è di 13,8 decessi ogni 100.000 persone ogni anno. Pertanto, si rende necessario intensificare i programmi di vaccinazione e le misure di prevenzione, proteggendo in particolare la salute dei gruppi di popolazione più a rischio attraverso la vaccinazione contro l'influenza stagionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

