Influenza, vaccinazioni a domicilio E oggi arrivano altre 55mila dosi

I medici di famiglia stanno dando la precedenza ad anziani e pazienti più gravi, code negli ambulatori Della nuova partita di dispositivi di protezione, 35mila sono destinati a bambini e ragazzi fino a 16 anni
PESCARA. I vaccini ci sono, ora manca l'influenza. Che arriverà tra Natale e Capodanno e toccherà il picco da gennaio per proseguire fino a marzo, sostengono i medici di famiglia che ieri, dopo un mese di stop, hanno ripreso a vaccinare, previa prenotazione, soprattutto pazienti tra i 70 e gli 80 anni con malattie croniche. E lo fanno anche a domicilio, oltre che negli ambulatori dove in mattinata si sono registrate piccole code di persone, soprattutto anziani, con qualche capannello fuori programma, seppur con i dovuti distanziamenti e mascherine sul volto.
Fatta la scorta di vaccini, venerdì scorso dopo l'arrivo della terza partita dell'anno di 19mila dosi da 1 millilitro, messe a disposizione dalla Asl di Pescara, i medici di base (103 a Pescara, 260 in tutta la provincia, 1200 in Abruzzo) hanno potuto avviare le somministrazioni già dal fine settimana, per i casi più urgenti. Uno sforzo necessario per rimettersi in pari dopo settimane di proteste e minacce dei pazienti con patologie critiche preoccupati per le loro condizioni di salute.
Una volta inoculato, il vaccino ha bisogno di 7-15 giorni per sviluppare gli anticorpi. Un lasso di tempo che aveva messo in agitazione medici e pazienti che però da ieri hanno ritrovato il sorriso dopo le polemiche sui ritardi nelle consegne del prodotto da parte delle aziende farmaceutiche. Oggi è previsto l'arrivo, per la distribuzione alle quattro Asl della Regione, di altri 55mila vaccini, 20mila dosi riservati solo agli adulti più altri 35mila gran parte dei quali pediatrici. Si tratta di una partita, quest'ultima, destinata ai bambini e ai ragazzi fino a 16 anni. Tra questi dispositivi, ci sono anche vaccini spray da somministrare attraverso spruzzi nel naso attraverso un applicatore monouso. I minorenni dovranno recarsi dal medico accompagnati dai genitori, o persona delegata, ben informata sul buono stato di salute dei baby pazienti.
Dai primi di ottobre fino a metà novembre sono andate a ruba 40mila dosi, erogate in due tranche di 34mila e 6mila di vaccino trivalente, utilizzato soprattutto per la somministrazione a persone over 65 con patologie di un certo rilievo, come cardiopatici e diabetici.
Questa ultima fornitura di 19mila dosi di tetravalente prelevata dai medici venerdì nell'unità di Igiene del presidio ospedaliero di via Paolini raggiungerà la popolazione più anziana, ma anche i più giovani. E i pediatri si occuperanno dei bambini.
Tra i pazienti over 65, molti malati gravi, anziani, disabili che saranno vaccinati a domicilio. Con le dosi in possesso, da 5 fino a 200 a ciascuno, i medici proveranno a coprire tutti i pazienti in attesa da un mese. «Abbiamo scelto il criterio anagrafico e le gravi patologie», rivela Silvio Basile, a capo del Sindacato dei medici italiani (Smi), «stiamo somministrando a persone di 70-80 anni che hanno patologie più critiche». Da medico-sentinella che si occupa di segnalare i casi di influenza all'Istituto superiore di sanità, Basile non ha ancora intercettato il fenomeno: «Ma l'influenza arriverà tra Natale e Capodanno», assicura, «e i picchi tra gennaio e marzo, questa almeno è la sintesi degli ultimi anni». Il rallentamento dell'arrivo della stagione influenzale è dovuto «alle temperature più miti e all'uso delle mascherine che proteggono dai contagi». La campagna vaccinale proseguirà anche durante i primi mesi del 2021, ma «da oggi si schiaccia il piede sull'acceleratore», commenta Guido Cerolini Forlini, cardiologo ed esponente provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), «dobbiamo recuperare il tempo perduto e andare veloci. Siamo stati fortunati con il bel tempo e la mascherina che ci ha protetto. E restiamo in attesa delle prossime forniture di vaccini antinfluenzali».
Nicola Grimaldi, rappresentante dello Snami, Sindacato nazionale autonomo medici italiani, ipotizza che «la scorta di vaccini possa bastare», ma non esclude che ci sia bisogno di ulteriori approvvigionamenti. In ogni caso, ieri mattina, è stata corsa al vaccino da parte dei pazienti: «Ho visto piccole code davanti agli ambulatori, la precedenza della somministrazione va agli anziani fragili e ai portatori delle malattie croniche». Per quanto riguarda il vaccino anti Covid, invece, i rappresentati sindacali chiedono alle istituzionali nazionali e locali se c'è la disponibilità di scorte, nella prima fornitura, anche per i medici di famiglia e i pediatri oltre che per il personale sanitario degli ospedali.
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