«Ingiustificabili 200mila euro per i concerti di fine anno»

28 Dicembre 2017

PESCARA. «Da una parte si aumenta la tassa sui rifiuti per il 2018, dall’altra si spendono quasi 200mila euro per i concerti di Capodanno». La polemica arriva dal coordinatore cittadino di Forza...

PESCARA. «Da una parte si aumenta la tassa sui rifiuti per il 2018, dall’altra si spendono quasi 200mila euro per i concerti di Capodanno». La polemica arriva dal coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini proprio mentre il consiglio comunale si appresta a dare il via libera definitivo alla delibera sulla Tari e la città si prepara ai due concerti di fine anno organizzati dal Comune: Vinicio Capossela il 31 dicembre e Ermal Meta il primo gennaio. La spesa per questi due appuntamenti «è semplicemente amorale», commenta Cerolini facendo notare la concomitanza con «l’ennesimo salasso a tutti i cittadini» sul fronte delle tasse. Per il rappresentante di Forza Italia è «assurdo, inaccettabile, ingiustificabile» spendere una somma del genere per due concerti tanto più che «non vediamo ritorni economici», dice sempre Cerolini chiedendosi «quante sono le persone di fuori regione che hanno prenotato posti letto o ristoranti per il Capodanno a Pescara per assistere ai due eventi e quanti si fermeranno in città più giorni». Per Cerolini la risposta è scontata perché questo numero è «vicino allo zero» e i due eventi di fine anno sono solo «uno spot promozionale pre-elettorale che verrà pagato con i soldi dei pescaresi. La giunta Alessandrini sta sparando le ultime cartucce» in vista della conclusione del mandato «e questo potrebbe essere l’ultimo Capodanno politico di un sindaco per il quale il Governatore D’Alfonso ha già preparato le valige per gennaio 2019. Se così fosse, è comunque inaccettabile la scelta politica di buttare all’aria quasi 200mila euro per due concerti» visto che «Pescara è una città sul ciglio del baratro e Alessandrini non si è fatto alcuno scrupolo di chiedere il predissesto imponendo tasse al massimo». Cerolini fa notare su quali voci si dovrebbe investire, al posto degli eventi. «Pescara», dice, «è la città dove le strade sembrano bombardate, su intere strade è impossibile transitare, mancano la segnaletica e la pubblica illuminazione. Pescara è la città in cui centinaia di famiglie non arrivano a fine mese e il fondo del Pronto Intervento sociale comunale è incapace di fronteggiare le richieste. E non può essere la città in cui un sindaco si permette di usare circa 200mila euro dei cittadini per tre ore di musica, (121mila euro solo per l’evento del 31 dicembre con Vinicio Capossela). Sono eventi che non produrranno alcun effetto sull’economia locale e non genereranno un indotto né per le strutture ricettive né per i ristoranti».
Sarebbe stato necessario, poi, suggerisce Cerolini, «fare una promozione mediatica a tappeto da ottobre».