Investì l’ex sindaco Carlo Pace: la famiglia risarcita per la morte

10 Dicembre 2019

La compagnia assicuratrice dell’automobilista che provocò l’incidente nel 2017 ha pagato i danni Il conducente ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, oggi la decisione del giudice 

PESCARA. La parte civile costituita nel processo a carico del responsabile della morte dell'ex sindaco di Pescara, Carlo Pace, un uomo di 67 anni accusato di omicidio stradale, ha deciso di ritirare la sua costituzione.
Nel processo in programma per questa mattina, nel corso del quale il giudice per l’udienza preliminare Elio Bongrazio dovrà decidere sul rito abbreviato chiesto dal difensore dell'imputato (che in caso di condanna consentirà lo sconto di un terzo sulla pena finale), non sarà più presente la parte civile costituita dai familiari della vittima, in quanto la compagnia assicuratrice ha risarcito la famiglia con oltre mezzo milione di euro.
Le parti civili costituite e rappresentate dagli avvocati Giovanni Mangia e Sabrina Di Liso, erano la moglie dell'ex sindaco, i due figli, il genero, la nuora e i quattro nipoti.
Con questo risarcimento, escono di scena e il processo si dovrebbe definire oggi stesso per il guidatore che investi Carlo Pace. La vittima, che guidò il Comune di Pescara dal 1993 al 2004, ex docente universitario, persona stimata e benvoluta da tutti, che fino alla data dell'incidente, nonostante i suoi 80 anni, continuava la sua attività di ingegnere, venne investito il 27 marzo 2017 da un'autovettura, mentre attraversava la strada in via Silvio Pellico. Carlo Pace venne immediatamente trasportato all’ospedale civile, dove morì qualche ora più tardi nel reparto di rianimazione.
Il conducente dell'auto, che deve rispondere di omicidio stradale, così come si legge nell'imputazione stilata dal pubblico ministero Anna Benigni, subito dopo l'impatto si sarebbe prodigato per fornire le prime cure all'ex sindaco e si recò lo stesso giorno in ospedale.
Secondo quanto sostiene la procura, «cagionò la morte di Pace per colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e per violazione delle norme che disciplinano la circolazione stradale». Per oggi, dunque, è attesa la decisione del giudice per l'udienza preliminare.
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