Investito da una bici sul marciapiedi: pedone finisce in ospedale a Pescara

8 Luglio 2016

Viale Marconi. Un anziano professionista travolto all’uscita del bar. E tra commercianti e residenti scoppia la rivolta: si rischia di continuo, un incubo

PESCARA. Il femore della gamba destra rotto, l’operazione, la degenza, la riabilitazione. Sono le conseguenze subite da un professionista di 78 anni con uno studio in viale Marconi che, all’uscita del bar poco più di un mese fa è stato investito in pieno da un ciclista che stava passando velocemente sul marciapiede. Il 78enne non ha avuto nemmeno il tempo di mettere il naso fuori dalla porta del locale per rendersi conto del pericolo che è stato travolto. Un impatto violento che ha causato la caduta dell'uomo e la conseguente frattura del femore.

Un episodio grave, con cui il professionista sta ancora facendo i conti, e che racconta bene l’emergenza sicurezza dei pedoni che si trovano a percorrere il marciapiede lato mare di viale Marconi divenuta praticamente una pista ciclabile, visto il passaggio continuo di ciclisti nonostante il passaggio sia poco più largo di un metro. E dunque o passano i pedoni o passano i ciclisti.

È bene ricordare che sui marciapiedi, dove non sia visibile una specifica segnaletica a terra o sui pali per qualificare il marciapiede come ciclabile, è vietato andare in bicicletta.

«Percorro tutti i giorni questa strada», dice un cittadino che lavora in viale Marconi, «e vedo biciclette che continuamente, partendo dal ponte del Comune, passano sul marciapiede lato mare fino ad arrivare allo stadio. Sono i pedoni a doversi spostarsi. Ma è inaccettabile dover rischiare a causa delle bici che vanno anche troppo veloci. Il marciapiede», continua, «in molti tratti è largo poco più di un metro e in tanti non si curano del pericolo. Vista la larghezza ridotta del marciapiede sarebbe auspicabile che le biciclette andassero sulla strada. C'è un passaggio continuo che è spaventoso, non capisco perché ci sia questa moda di andare sui passaggi pedonali con le due ruote rischiando di investire pedoni e passanti. Qui non abbiamo mai visto un vigile urbano o qualcuno che facesse un richiamo».

«Il problema è reale», conferma il gestore di uno dei bar della strada, «c'è un passaggio continuo di biciclette, al manubrio ci sono soprattutto donne, ragazzi e anziani. In diverse occasioni anche noi ci siamo capitati e abbiamo rischiato di essere investiti appena usciti dal locale. In molti non si rendono conto del pericolo». Il titolare del bar segnala anche un'altra problematica che attanaglia i marciapiedi di viale Marconi: «Molti padroni lasciano che i propri cani facciano i loro bisogni dove capita e il risultato è che il passaggio pedonale è infestato di deiezioni canine».

Molti commercianti di viale Marconi sono ormai esasperati dal continuo passaggio dei ciclisti in sella alle biciclette ad alta velocità sul marciapiede fronte negozi: «Spesso rimprovero queste persone», racconta un'esercente, «che passano come i diavoli e senza educazione e mi sento rispondere che bisogna stare attenti al 50 per cento. Se da un negozio esce all'improvviso un bambino o una persona di una certa età rischia seriamente di essere investito, è davvero molto pericoloso».

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