L’accusa: CityModa aprì senza avere l’agibilità

21 Novembre 2014

Via al processo con 7 imputati tra cui l’ex sindaco Ranghelli e l’imprenditore Fiore Sfilano i testimoni chiamati dal pm: rampa inaccessibile e parcheggio incompleto

PESCARA. «Il 16 luglio 2009 è stato un giorno storico per la pubblica amministrazione perché in un solo giorno il Comune di Spoltore rilascia il permesso a costruire, poi arriva il provvedimento del Suap, la ditta comunica la fine dei lavori e arriva anche il collaudo». E’ con la “super-operosità” del Comune di Spoltore, riferita in aula dall’agente della Forestale Michele Brunozzi, che si è aperto ieri il processo che ruota attorno a CityModa di Spoltore in cui i primi testimoni dell’accusa hanno ricostruito perché, secondo il pm, la cittadella della moda non avrebbe avuto l’agibilità. L’inchiesta è approdata ieri nell’aula 1– quella nata per i grandi processi – in cui hanno preso posto gli imputati Franco Ranghelli, ex sindaco di Spoltore, ed Enrico Monaco, ex comandante della polizia municipale di Spoltore. Il processo conta 7 imputati, tra cui il titolare di CityModa Giancarlo Fiore, e durante l’udienza di ieri il pm Gennaro Varone ha rivolto ai testimoni sempre una domanda: «CityModa aveva l’agibilità?». No, secondo i testimoni dell’accusa che hanno ricostruito in aula la seconda inchiesta di Spoltore, quella che per il pm abbina presunte agevolazioni nell’apertura di CityModa a «favori e utilità», come li definì il gip: sconti e agevolazioni da usare nella struttura, buoni spesa o persone da assumere. A ricordare com’era nata l’inchiesta è stato Brunozzi, agente della Forestale che condusse le indagini. «L’agibilità», ha detto Brunozzi in aula, «non poteva proprio essere rilasciata perché non è mai stata chiesta almeno fino a quando CityModa è rimasto aperto, il 7 aprile 2010». Prima di Brunozzi, a sedersi al banco dei testimoni, è stato Giuseppe De Sanctis, ex responsabile dell’area urbanistica del Comune di Spoltore che, sempre rispondendo al pm, ha spiegato: «Ho lavorato in Comune dal 2005 al 2009 e fino a quando ci sono stato io l’agibilità per CityModa non è stata rilasciata. Nonostante questo la struttura ha aperto al pubblico».

De Sanctis ha raccontato anche dei sopralluoghi per controllare le condizioni della cittadella della moda a ridosso della sua apertura ed effettuati a luglio. «Non erano state completate le opere di urbanizzazione e mancavano i lavori edili», ha detto De Sanctis, «tra cui il parcheggio interrato che era incompleto e una rampa che non era accessibile». Tempo dopo, nell’aprile 2010, quando partono le perquisizioni sarà Ranghelli a dire durante un’intercettazione ambientale: «Che me ne frega se sta aperto o sta chiuso, io ci sono andato a fare la spesa», come ha raccontato ancora Brunozzi in aula.

A cercare di puntellare i testimoni del pm è stata la difesa e, in particolare, l’avvocato Luisa Gabriele che assiste l’ex sindaco con Augusto La Morgia e con la sorella del sindaco, Cinzia Ranghelli. Il legale ha mostrato a De Sanctis il verbale del sopralluogo del 24 luglio 2009 chiedendo al testimone di illustrare se le opere che mancavano in precedenza fossero state realizzate. Ma De Sanctis ha detto di «no». I testimoni dell’accusa continueranno a deporre nella prossima udienza che è stata fissata al marzo 2015.

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