L’acqua del Tirino alla Puglia C’è un accordo da 100mila euro

La società Acquedotto pugliese ha commissionato a due atenei uno studio sulla portata a valle di Bussi L’allarme lanciato tre giorni fa da Di Matteo era fondato. La protesta degli ambientalisti: è inaccettabile
PESCARA. La società Acquedotto pugliese ha commissionato al dipartimento di Ingegneria del Politecnico di Bari e al dipartimento di Geologia dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara «l’incarico di svolgere attività tecnico-scientifiche finalizzate alla caratterizzazione idraulica e geologica della sorgente del Basso Tirino ai fini dello sfruttamento per usi idrico-potabili». Lo prevede una convenzione di 6 pagine, sottoscritta due anni fa e rimasta riservata. L’Acquedotto pugliese (Aqp) è pronto a sostenere le spese dello studio: 100mila euro (60mila per la d’Annunzio e 40mila per il Politecnico).
Il rischio lanciato giovedì scorso durante la seduta del consiglio comunale da Donato Di Matteo, consigliere comunale di opposizione e consigliere del cda dell’Aca, era fondato e non una leggenda metropolitana: «Non permettiamo quello che qualche esponente della Regione sta già facendo», aveva detto Di Matteo al microfono, «spostare le nostre acque del Tirino verso la Puglia o altre regioni, con un progetto che tutti hanno paura a cacciare ma che è già in atto, perché si potrebbero creare gravi difficoltà». E Di Matteo aveva invitato maggioranza e opposizione a «fare una grande battaglia».
Adesso, è il Forum H2O a diffondere la convenzione tra l’Aqp e le due università per «approfondimenti sulla stima della potenzialità della sorgente del Basso Tirino; approfondimenti sui possibili schemi idraulici propedeutici alla progettazione delle opere di captazione; studi propedeutici alla valutazione dei possibili impatti della captazione sul sistema degli usi idrici nella valle del medio e basso Tirino». L’obiettivo dell’Aqp e prendere l’acqua nella zona bassa di Bussi e portarla in Puglia. «Basta nuove costosissime captazioni che sottraggono acqua all’ambiente con impatti pesanti su fiumi già massacrati quando le reti di distribuzione perdono metà del bene immesso», risponde il Forum H2O.
Domani alle ore 11, in una conferenza stampa nella sede della Cgil in via Benedetto Croce, il Forum H2O rivelerà la relazione tecnica finale dello studio svolto dall’Acquedotto Pugliese con gli atenei «per valutare la possibilità di captare migliaia di litri al secondo del fiume Tirino appena a valle dell’abitato di Bussi per trasferirli con una condotta di centinaia di chilometri in Puglia».
L’Abruzzo che fronteggia un’emergenza idrica senza precedenti tra siccità, portata delle sorgenti in continuo calo nonostante l’arrivo di settembre e dispersione media regionale al 62,5% per le condizioni delle condotte, pianifica di dare l’acqua alla Puglia. «È del tutto inaccettabile e indifendibile la sottrazione di altra acqua dall’ambiente con gli ovvi impatti delle nuove captazioni su fiumi già pesantemente stressati quando esistono montagne di sprechi idrici lungo le tubature esistenti», dice il Forum H2O, «le perdite fisiologiche di acquedotti moderni sono al massimo del 10%; in Abruzzo arriviamo a punte del 60%; Aqp dichiarava nel 2023 il 47%. Quale logica può avere immettere più acqua, con captazioni e operazioni costosissime, anche di tipo gestionale (basta pensare alla necessità di grandi quantità di energia elettrica per i sollevamenti) in reti di distribuzione colabrodo dove gran parte verrebbe persa invece di rifare le reti recuperando così la quota di acqua che manca in case e aziende?».
Lo studio, realizzato nei mesi scorsi, segue quanto era stato già pensato, prima, nel 2001-2003 con l’ipotesi di vendita dell’acqua abruzzese per rifornire la Puglia per il tramite della società Binnie Black and Veatch e poi con la riproposizione dell’idea, nel 2020, nel Piano industriale della società pugliese. «Stavolta», chiude il Forum H2O, «l’iniziativa appare molto concreta in quanto supportata da uno studio universitario che deriva da una convenzione onerosa sottoscritta nel 2022».

