L’Aids in Tanzania, mostra del fotografo Marzoli

4 Novembre 2015

PESCARA. Tre settimane trascorse in un ospedale della Tanzania, per raccontare, con impegno e delicatezza, la lotta per contrastare il fenomeno dell’Aids. Il risultato è “Take the first”, un...

PESCARA. Tre settimane trascorse in un ospedale della Tanzania, per raccontare, con impegno e delicatezza, la lotta per contrastare il fenomeno dell’Aids. Il risultato è “Take the first”, un reportage che ti entra nel cuore.

Autore degli scatti, in mostra all’Aurum fino a sabato prossimo, è un giovane talento pescarese, Francesco Marzoli.

Classe 1985, Marzoli fa parte del direttivo dell’Associazione nazionale fotografi professionisti; è un digital artist, tiene corsi alla Business School del Sole 24 Ore e ha un canale YouTube con oltre 25mila iscritti e 1,6 milioni di visualizzazioni in cui insegna i segreti di Photoshop.

La sua passione l’ha portato nel St. Francis Referral Hospital, «uno dei 9 ospedali di riferimento in tutta la Tanzania», come ci racconta. Parte integrante della struttura è il Chronic Disease Clinic of Ifakara. Qui medici e pazienti «combattono ogni giorno ad armi pari contro l’epidemia». Il reparto è «una clinica per l’Hiv, con servizi integrati per la Tubercolosi». Take the first. Ossia: prendi la prima.

«Il titolo si incentra sul gesto di prendere la prima pillola, l’inizio del trattamento farmacologico che un paziente dovrà portare avanti per tutta la vita», spiega Marzoli, «Il reportage è incentrato su quello che succede dal momento in cui viene diagnosticata l’Aids a qualcuno fino al momento in cui il paziente prende la sua prima pillola». E’ massiccia l’epidemia di Hiv diffusa in Tanzania. «Vi si concentra il 4% dell’infezione mondiale», precisa Marzoli. Nell’80% dei casi, è attribuibile a trasmissione eterosessuale, mentre la trasmissione materno-fetale rappresenta il 18% dei casi.

Le trasfusioni di sangue infetto, invece, rappresentano l’1,8% delle infezioni. Nonostante i numeri non da poco, la Tanzania è riuscita a contenere l’epidemia negli ultimi dieci anni. Il miglioramento dell’accesso al trattamento antiretrovirale ha contribuito a diminuire l’impatto dell’epidemia. Tra il 2005 e il 2013 si è registrata una diminuzione del 44% nel numero di persone che muoiono di una malattia Aids-correlata. In tutto il Paese, l’epidemia ha un livello di diffusione variabile: nella regione di Njombe, dove i numeri sono elevati, arriva quasi a sfiorare il 15%.

«E’ stata un’esperienza molto forte», racconta, «Un’esperienza che va ad aggiungere un tassello al mio modo di vedere le cose, positiva e molto matura. Tra il nostro mondo e il loro c’è una differenza estrema. Mi ha lasciato sicuramente una maggiore consapevolezza».

L’esposizione, che racconta, nello specifico, la storia di un medico e quella di un paziente, è stata inaugurata sabato in occasione dell’evento internazionale Behance Portfolio Reviews. Dopo la settimana di esposizione all’Aurum, la mostra si trasferirà nello studio di Francesco Marzoli a Pescara, in via dei Peligni 95.

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