L’amico di Bucco sicuro: l’assassino non è Grieco

Vittorio Massacese esclude rapporti tra l’operaio ucciso nel novembre 2012 e il 41enne in cella per Orlando. Ma per la polizia non ha mai detto tutto
PESCARA. «Non c’entra niente. Grieco con Bucco non c’entra niente». È netto e senza più alcuna esitazione Vittorio Massacese, l’amico di Nicola Bucco che il pomeriggio del 14 novembre 2012 trovò l’operaio 53enne in una pozza di sangue nell’abitazione a piano terra di via Leopardi, ucciso con tre coltellate da qualcuno che Bucco conosceva al punto da avergli aperto la porta e dato le spalle prima di essere raggiunto dai fendenti mortali.
A distanza di 30 mesi da quell’omicidio tuttora irrisolto, e a venti giorni dall’omicidio del pasticciere Giandomenico Orlando avvenuto con quattro coltellate sferrate al 67enne da Giovanni Grieco in via Buozzi, a un passo da via Leopardi, Vittorio Massacese sgombera il campo da eventuali collegamenti tra i due omicidi. E per la prima volta risponde senza esitazione, Massacese, che secondo gli investigatori non ha detto tutto quello che sa rispetto all’omicidio dell’amico che lui stesso sosteneva pagandogli l’affitto.
La domanda è quella che proprio dalle pagine del Centro gli ha fatto indirettamente la sorella di Nicola Bucco, Sabrina Bucco, che nei giorni scorsi, a ridosso dell’omicidio del pasticciere, ha invitato gli investigatori a non sottovalutare le coincidenze tra l’omicidio di suo fratello e quello del pasticciere. Dicendo: «Solo Vittorio Massacese sa, solo lui può dire se mio fratello ha mai avuto contatti con Giovanni Grieco e di che tipo. Quello che so io, senza voler accusare nessuno, è che tra l’omicidio del pasticciere Orlando e quello di mio fratello ci sono tante analogie che non vanno sottovalutate, perché il caso di Nicola dopo quasi tre anni è ancora aperto». E Vittorio Massacese, avvicinato dal Centro nel baretto del porto che gestisce da anni, risponde così: «Nicola non conosceva Grieco, non lo conosceva perché qui Grieco non è mai venuto, non si sono mai incontrati, mai frequentati. Grieco non c’entra, lui non c’entra niente con l’omicidio di Nicola». E mentre la squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana sta facendo mille accertamenti a caccia di eventuali collegamenti tra i due delitti, a cominciare dal pc e dai telefonini sequestrati a casa di Grieco, al momento l’unico indagato per l’omicidio di Nicola Bucco resta il fratello maggiore di Vittorio Massacese, Emilio, oggi vicino all’archiviazione.
Sono praticamente scaduti i 30 mesi concessi alle indagini in caso di omicidio e, al contempo, come fa rilevare l’avvocato Stefano Sassano che con il collega Di Lallo difende Emilio Massacese, «tutto il materiale fatto analizzare, i vestiti, il telefono e le scarpe di Emilio, hanno dato esito negativo: non c’è nulla riconducibile a Bucco, considerando poi che è stato Emilio stesso a offrire agli investigatori un campione del suo Dna. I termini stanno scadendo», conclude il legale, «noi ci aspettiamo l’archiviazione a breve». Ma archiviando la posizione di Emilio Massacese, verrebbe a cadere anche il movente ritenuto finora più verosimile dalla Procura e in particolare dal pm Gennaro Varone che coordina le indagini. Un’ipotesi di movente che, secondo gli investigatori, poteva stare nell’estremo tentativo di protezione del fratello maggiore nei confronti di Vittorio che da anni, pur disponendo dell’unica entrata del baretto, aiutava e sosteneva Bucco fino ad accettare di pagargli l’affitto della casa di via Leopardi. Ma nessuna prova, in questi due anni e mezzo, ha mai avvalorato questa ipotesi. «L’assassino di mio fratello è dentro il quartiere, sta alla marina», ha ripetuto Sabrina Bucco, «Vittorio Massacese lo sa». Per ora, di nuovo, c’è che Vittorio Massacese esclude con certezza che non è stato Grieco.
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