L’Aquila è Capitale della cultura Omaggio a 15 anni dal terremoto

15 Marzo 2024

La commozione del sindaco Biondi: «Non un risarcimento, ma una proiezione verso il futuro»

L’AQUILA. Negli istanti che precedono il verdetto, nella sala Spadolini del ministero della cultura, a Roma, cala il silenzio. Il presidente della giuria esaminatrice dei dossier, Davide Desario, passa la busta sigillata nelle mani del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Poche parole, a corollario della designazione, e L’Aquila conquista il suo sogno. «Il progetto adempie agli indicatori del bando, con una buona integrazione tra pubblico e privato. Il giudizio è eccellente», dice il ministro dando lettura delle motivazioni, «pertanto la giuria, all’unanimità, raccomanda come capitale italiana della cultura 2026 la città dell’Aquila». Esplode un applauso lunghissimo. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, seduto in seconda fila, stringe in un abbraccio il sindaco, Pierluigi Biondi, che non trattiene le lacrime. I flash dei fotografi immortalano la scena, mentre sul monitor viene proiettato il video di presentazione che ha traghettato il capoluogo di Regione verso la vittoria. “Let’s talk about art”, recita lo striscione che passa in volo sul Gran Sasso. “Parliamo di arte”. Di quell’afflato di cultura e storia che avvolge L’Aquila da tempo immemore, intrinseco nel dna della città di Federico II e di papa Celestino V. Un patrimonio inestimabile che oggi si palesa, sotto le insegne del riconoscimento ufficiale di capitale della cultura, agli occhi del mondo.
Il VERDETTO FINALE
Per la seconda volta L’Aquila è arrivata tra le dieci finaliste. Aveva già provato a conquistare il titolo nel 2021, quando ad avere la meglio è stata Procida. Ma ieri è andata diversamente. Con il dossier “L’Aquila città multiverso”, illustrato nel corso dell’audizione del 4 marzo scorso, L’Aquila si è imposta su Agnone, Alba, Gaeta, Latina, Lucera, Maratea, Rimini, Treviso e Unione dei Comuni Valdichiana Senese. Prima di proclamare il vincitore, il ministro Sangiuliano si è lasciato andare ad una battuta per smorzare la tensione: «La vincitrice è Napoli», ha detto facendo riferimento al luogo che gli ha dato i natali. Poi, ha aperto la busta per leggere il nome della città capitale della cultura. «Il dossier propone un modello di valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e naturale, mira al recupero dell’identità puntando sulla cultura intesa come volano per la crescita e come elemento fondante di una comunità», le parole del ministro Sangiuliano. «Il progetto coinvolge un numero rilevante di realtà creando un forte collante con territori circostanti. Il budget previsto è coerente con gli obiettivi. La strategia di spesa indicata è destinata ad avere un importante effetto moltiplicatore: il palinsesto degli eventi e delle iniziative si sviluppa per l’intero anno e copre tutto il panorama delle espressioni artistiche e culturali: cinema, teatro, musica, arti visive. Apprezzata l’attenzione ai giovani, che non saranno solo fruitori, ma attori. Molto apprezzata la centralità del coinvolgimento museale, bibliotecario e universitario». Sangiuliano ha poi precisato che dal prossimo anno «sarà valutata la possibilità di dare un riconoscimento a tutte le città che arrivano in finale». Tra le prime a congratularsi con Biondi, il sindaco di Latina, Matilde Celentano.
L’AQUILA ESULTA
Ci vuole qualche minuto prima che Biondi, attorniato da buona parte dei sindaci delle città “concorrenti” riesca a guadagnare il podio. «Vi ringrazio per questo onore che rendete non soltanto alla città dell’Aquila, che è solamente il punto su cui si concentrano gli sforzi e l’impegno di un territorio molto più ampio che va dal cratere sismico 2009 fino ad allargarsi a tutte le aree interne e alle zone appenniniche», dichiara Biondi, «che nei secoli hanno subìto una grande spoliazione e perdita di centralità. La questione delle aree interne rappresenta la sfida del domani dell’Italia insieme al problema dell’inverno demografico. L’Aquila è una città che si avvia a celebrare i quindici anni del terremoto: il riconoscimento di capitale italiana della cultura non può essere un risarcimento perché non esiste risarcimento per quello che il nostro popolo ha sofferto, ma rappresenta sicuramente un elemento intorno a cui ricostruire il tessuto sociale della nostra comunità. La cultura è recupero dell’identità, voglia di emancipazione e proiezione nel futuro. Tutte le capitali della cultura, insieme all’Aquila, saranno parte integrante di questo percorso e nostre alleate. Grazie davvero e viva l’Italia».
Un dossier che è ripartito dalla candidatura del 2021, come ha spiegato Biondi nella conferenza stampa convocata nel pomeriggio all’Aquila. «Sono estremamente felice e orgoglioso per un riconoscimento in cui abbiamo fortemente creduto. Ringrazio tutti coloro che si sono sacrificati per questo obiettivo: sarà una bellissima stagione di idee, progetti e sogni. Faremo grandi cose insieme per dimostrare all’Italia intera di essere all’altezza di questo titolo che ci è stato conferito».
SEGNALE DI RINASCITA
«Siamo molto felici per il risultato raggiunto. Questa mattina abbiamo esultato come se fossimo allo stadio: è stato un lavoro duro per arrivare a questo obiettivo. Una vittoria che appartiene a tutto il popolo abruzzese. L’Abruzzo è orgoglioso della sua città simbolo», ha sottolineato Marsilio, «sapevamo di essere molto competitivi. L’Aquila aveva presentato un dossier eccellente e ciò è stato riconosciuto dalla giuria che ha espresso all’unanimità il voto favorevole alla nostra candidatura. Con la cultura non si spopola: può essere motore di sviluppo e crescita. La regione Abruzzo ha già sostenuto la candidatura e ora, come da impegni presi, il consiglio che si insedierà farà come primo atto finanziare le risorse necessarie per arricchire la proposta culturale dell’anno dedicato alla capitale della cultura».
«Accolgo con soddisfazione la proclamazione dell’Aquila a capitale italiana della cultura 2026», ha dichiarato in una nota Dario Nanni, presidente della commissione speciale Giubileo 2025. «Ritengo che questa nomina sia un ulteriore motivo per coinvolgerla in eventi e iniziative, con Roma, in occasione del Giubileo».
Alla conferenza stampa di ieri pomeriggio ha preso parte, in collegamento video, la direttrice regionale del Museo Nazionale d’Abruzzo, Federica Zalabra. Hanno portato i saluti, tra gli altri, anche l’assessore alla cultura del comune di Rieti, Letizia Rosati e il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti.
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