L’assessore Petrucci: ecco tutti i problemi dell’ospedale di Penne

25 Giugno 2019

PENNE. Si è svolta ieri mattina la riunione del Comitato ristretto dei sindaci della Asl di Pescara nella quale si è insediato il neo primo cittadino della città adriatica neo eletto, Carlo Masci, il...

PENNE. Si è svolta ieri mattina la riunione del Comitato ristretto dei sindaci della Asl di Pescara nella quale si è insediato il neo primo cittadino della città adriatica neo eletto, Carlo Masci, il quale ha assunto la carica di presidente dell’organismo di cui fanno parte, oltre al Comune di Penne, anchele amministrazioni comunali di Popoli, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Tocco da Casauria. All’ordine del giorno è stato discusso un unico punto: “Parere sui risultati conseguiti nei trascorsi 18 mesi di attività del direttore generale della Asl di Pescara”.
Per l’amministrazione comunale di Penne ha partecipato al comitato l’assessore comunale di Penne Gilberto Petrucci. « Alla luce della grave situazione che vive quotidianamente l’ospedale “San Massimo” di Penne, dopo il declassamento, l’amministrazione comunale, da me rappresentata, ha espresso il “parere negativo” sull’operato del manager», ha scritto Petrucci.
«Nel corso del mio intervento, ho ricordato le numerose criticità che tormentano il presidio ospedaliero vestino e denunciate da tempo dal Comitato dei cittadini “Salviamo l’ospedale San Massimo”: medici contrattualizzati per Penne, ma in servizio permanente a Pescara; mancata riqualificazione strutturale dell'edilizia sanitaria (fondi ex articolo 12 della finanziaria 1988); impiego costante di personale interinale invece di assunzioni con procedure contrattuali; innumerevoli strumenti diagnostici acquistati e tenuti imballati; disinteresse e disorganizzazione da parte della governance della Asl; dopo il declassamento, avvenuto a giugno 2018, non sono stati attivati i servizi (pochi) previsti dalla riorganizzazione sanitaria e introdotti con il precedente atto aziendale, come ad esempio, rimangono ancora sulla carta i quindici posti destinati alla lungodegenza. Bisogna invertire la rotta», sottolinea il rappresentante della comunità vestina. «Bisogna continuare con forza la battaglia per salvare il nostro ospedale. Il San Massimo è l’ospedale dell’area vestina», ha concluso Petrucci.