L’attacco dell’opposizione: la Regione non è generosa

17 Settembre 2022

Il caro-bollette costerà quasi 3 miliardi in più alle nostre imprese già in affanno I consiglieri: «Gli altri governatori agiscono senza attendere aiuti del Governo» 

«Le altre regioni si sono attivate. Anche l'Abruzzo deve fare la sua parte». Dopo l'allarme lanciato dalle associazioni di categoria, che hanno sollecitato la giunta Marsilio a mettere in campo misure straordinarie contro il caro energia, a scendere in campo sono i gruppi di opposizione. «Dei 106 miliardi di euro di costi aggiuntivi stimati da una rilevazione del centro studi della Cgia di Mestre, a carico delle imprese italiane, quasi 3 miliardi riguardano quelle abruzzesi, in particolare le medie e piccole che avranno più problemi ad ammortizzarli», hanno sottolineato ieri, in conferenza stampa a Pescara, consiglieri dei gruppi Pd, Legnini presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto illustrando la risoluzione presentata al Governo regionale. «Siamo pronti a lavorare con la Regione per mettere in campo misure a sostegno di imprese e famiglie contro il caro energia che si sta profilando per il prossimo autunno».
FONDO SPECIALE.
I rincari annunciati rischiano di mettere in ginocchio migliaia di famiglie, specie quelle che vivono nelle aree interne e montane, le più esposte alla lotta contro il freddo. Di qui, la proposta dei gruppi di opposizione di un fondo speciale da cui attingere per attivare incentivi alle imprese e finanziamenti, contributi e bonus per le famiglie. Misure straordinarie chieste a gran voce, nei giorni scorsi in un appello congiunto, da Casartigiani, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.
«Molte Regioni si stanno già muovendo, non è possibile restare inerti, in attesa dei provvedimenti governativi», hanno sottolineato i consiglieri Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli, Americo di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia, «per le sole imprese dell'Abruzzo la Cgia stima un costo aggiuntivo pari a 2.368 milioni euro».
La Lombardia ha deciso di destinare gli extraprofitti delle grandi imprese ad una misura regionale di sostegno a famiglie e pmi; l'Emilia Romagna ha istituito un Fondo Energia; la Campania ha pronto un Piano da 400 milioni per coprire l'aumento dei costi energetici; la Val d’Aosta ha stanziato 12 milioni per imprese le famiglie e il Friuli Venezia Giulia misure di supporto al sistema produttivo.
LE PROPOSTE .
«La Regione deve mettere in campo azioni e strumenti per la promozione dell’efficienza energetica e dell’uso di energia rinnovabile delle imprese per ridurre la dipendenza energetica da altri Paesi, salvaguardare l’ambiente e, come mai in questo momento, contrastare l’impennata dei costi energetici per non perdere competitività sui mercati», dicono. L'elenco delle misure da attivare è corposo: costituire un fondo regionale per erogare alle imprese incentivi specifici finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e all’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile, favorire check-up energetici gratuiti per le Pmi e per le microimprese, per consentire investimenti mirati a consentire il miglior risparmio energetiche, prevedere misure strutturali, a partire dalla formazione di figure professionali specialistiche, che operano nel campo dei servizi energetici e approvare interventi urgenti nei confronti delle famiglie abruzzesi in difficoltà, soprattutto quelle residenti nei comuni montani, con contributi e bonus.
DOVE ATTINGERE.
Le risorse, secondo i gruppi di minoranza in Regione, ci sono: «In questa fase emergenziale», evidenziano, «si possono utilizzare i 41,21 milioni di euro derivanti dalla scadenza delle cartolarizzazioni per i disavanzi sulla sanità, i 17 milioni di euro di minore spesa legati al piano di rientro e, a partire dal 2023, le maggiori risorse provenienti dai canoni idrici. Occorre, inoltre, prevedere interventi strutturali finalizzati all’efficienza energetica degli edifici e dei processi produttivi, utilizzando le ingenti risorse del Pnrr, quelle del nuovo ciclo di programmazione dei Fondi europei 2021/2027e i fondi del Por Fesr 2014/2020, che conta ancora 122,65 milioni di euro».